Il numero dei fumatori in Italia si stima approssimativamente intorno ai 12 milioni di persone mentre nel mondo si contano circa 1,1 miliardo di individui fumatori. Queste cifre parlano chiaro circa la diffusione dell’abitudine al fumo, nonostante ormai siano stati dimostrati i danni causati dal tabacco, sia per chi fuma deliberatamente, sia per chi non lo sceglie (fumo passivo). Il tabacco è il primo fattore di rischio per la formazione di malattie cardiovascolari e tumori per l’uomo ed è la seconda causa principale di morte nel mondo. Circa 5 milioni di persone ogni anno muoiono per cause legate al consumo di tabacco, possiamo dire che una persona su dieci si “fuma la vita”. Per portare all’attenzione generale questo problema l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha istituito la “Giornata Mondiale Senza Tabacco”, giunta, ormai alla sua XIII edizione. A partire dal 1987, infatti, il 31 maggio di ogni anno ricorrela Word NoTabacco Day, con lo scopo di far riflettere, soprattutto ma non solo, i giovani, sui danni del tabagismo. Perché, boccata dopo boccata, giorno dopo giorno, le sostanze generate dalla combustione della sigaretta (nicotina, catrame, monossido di carbonio, benzopirene e altre sostanze cancerogene) provocano seri danni all’apparato respiratorio e circolatorio, al pancreas, all’apparato urogenitale (il fumo può influire pesantemente sulla capacità fecondante degli spermatozoi con pesanti conseguenze sulla fertilità maschile e sull’impotenza), alla placenta e al feto (in gravidanza il consumo abituale di tabacco, induce nel nascituro, dopo il 4 mese di gestazione, riduzione dell’altezza, deficit mentali e comportamentali, aumentata incidenza di affezioni broncopolmonari e, a lungo termine, aumentato rischio di cancro. Non solo, anche la gravidanza stessa risulta più a rischio. E’ documentata, infatti, una più alta incidenza di aborto spontaneo tra le fumatrici rispetto alle non fumatrici). Un recente studio dimostra che le sostanze tossiche contenute nel tabacco fa male anche alla vista. Il fumo di sigaretta provoca tumori alla bocca: possono esserne colpiti la lingua, la cavità orale e le gengive. E potrei continuare all’infinito.
Spesso mi sono sentita dire “Mio nonno ha 90 anni, ha sempre fumato molto, eppure non ha il cancro”. Fumare non dà la certezza di subire il cancro, ma aumenta sensibilmente la probabilità. Il nonno fumatore, insomma, è stato a dir poco fortunato.
I fumatori però non mettono a rischio solo la propria salute. Seicentomila persone, di cui sedicimila bambini, muoiono ogni anno nel mondo di fumo passivo. I “fumatori passivi” soffrono – sebbene in misura minore e con più bassa frequenza – delle stesse malattie che colpiscono chi fuma.
Tania Catrini






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