Ragazze-madri: disagio sociale o lieto evento?


 

 

 

Adolescenza, esclusione e scarsa informazione: sono le tre costanti che accompagnano il percorso delle cosiddette “ragazze-madri” al giorno d’oggi. Un vero “boom” quello definito fra le adolescenti già mamme al di sotto dei 18 anni d’età. Un po’ inconsapevoli, immature, felici ma altrettanto impaurite nel compiere una scelta che influenzerà indubbiamente l’intero arco della loro vita

Come si spiega questa sorta di “epidemia”?

Vi sono indubbiamente dei fattori extra-scolastici che “contribuiscono” al problema. Diversi psicologi hanno riscontrato che spesso le ragazze-madri hanno un rapporto instabile con la madre, a volte conflittuale ed in alcuni casi addirittura privo di dialogo. In questo non-rapporto potrebbe incidere notevolmente l’assenza del padre nel loro nucleo familiare, per questioni di divorzio o di abbandono volontario.

In che modo interviene la nostra società nei loro riguardi? Se sì, come? Esistono, in questa realtà, punti d’incontro tra le due parti?

Queste domande – oggigiorno – lasciano spazio solo a moltissimi punti interrogativi, e nei casi in cui vi fossero delle risposte risulterebbero alquanto deludenti.

Questo, che rappresenta un cambiamento sostanziale nella vita di ogni donna, non sembra essere poi così tanto preso in considerazione a 360°. Molto spesso, le giovani mamme vengono lasciate “a loro stesse” dalle istituzioni, piuttosto che essere aiutate laddove sprovviste delle capacità necessarie per fornire cure adeguate al futuro nascituro.

Questi interventi dovrebbero avere il fine ultimo di sostenere la neo-mamma nello stato iniziale della gestazione per prevenire il ricorso all’interruzione volontaria della gravidanza, (elemento non trascurabile e praticato con estrema facilità al giorno d’oggi) ed inoltre seguirla in tutto l’arduo percorso della gestazione.

All’interno di una società che rimane inerme alle loro richieste, forse perché troppo giovani, forse perché troppo inesperte, ma soprattutto perché divenute mamme in tempi precoci, solo nel corso degli ultimi anni sono nati i consultori, diverse associazioni,  e diversi centri d’accoglienza finalizzati a fornire aiuti concreti verso queste giovani mamme.

Una ventata di gioia e di allegria

 I ragazzi del gruppo “ 🙂 Sorridi con Noi ”, appartenenti all’Associazione l’Isola che non c’è, accompagnati da Lorenza e da alcune delle loro mamme, decidono di intraprendere una mini-avventura in un sabato del mese di Maggio.

Motivati dalla curiosità di conoscere un mondo di cui fino ad allora avevano solo sentito parlare, e carichi di tanta gioia da poter donare, si sono recati in una casa famiglia a Guardia Mangano, frazione di Acireale. Uno dei tanti centri di accoglienza, per ragazze – madri e famiglie disagiate, presente nell’hinterland catanese.

Una struttura immersa nel verde, che accoglie da anni intere famiglie e giovani mamme bisognose di aiuto, si occupa di fornire loro un lavoro laddove ve ne sia la richiesta, ed ai più piccoli gli studi necessari e gli svaghi idonei alla loro età.

Uno stereo, tanta musica e soprattutto l’allegria di questo gruppo di ragazzi han fatto sì che il pomeriggio di quei bambini cambiasse radicalmente. La loro timidezza iniziale si è subito trasformata in collaborazione effettiva ed in occasione della Festa della Mamma…. tutti a lavoro per creare con poco piccoli capolavori!

Quelle ore, sebben trascorse velocemente, ci hanno dimostrato non solo la loro apertura e la loro disponibilità, ma soprattutto la voglia di crescere e di aiutarsi a vicenda.

Al break è seguito il rientro, con la promessa che questa non sia stata la loro unica visita. Tra gli obiettivi futuri vi è sicuramente quello di portare un sorriso e tanto divertimento all’interno di questi centri di accoglienza che più di tutti ne hanno un reale bisogno.

In bocca al lupo, ragazzi!

 

Vera Catalano

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