Capolavori bronzei in Calabria…bulli nel resto d’ Italia


                     

 

È questa la triste “fine “ della coppia di bronzo più celebre d’ Italia: uno spot pubblicitario che discretezza la loro figura facendoli sembrare dei “bulli”.

Eccessiva nel modi e contenuti questa campagna denigratoria, che manca di rispetto al patrimonio culturale della regione meridionale Calabria. Solo la prima parte della campagna promozionale è costata 2,5 milioni di euro, tuttavia, ha ricevuto più critiche che apprezzamenti. “La Calabria è troppo bella per essere manipolata maldestramente al fine di farne uno spot, Poche immagini di questa terra straordinaria e delle sue opere valgono più di un brutto messaggio pubblicitario in cui si deturpano anche i Bronzi di Riace».

Le due statue – rinvenute nel 1972 nei pressi di Riace, in provincia di Reggio Calabria  – sono considerate tra i capolavori scultorei più significativi del ciclo ellenico , e tra le poche testimonianze dirette dei grandi maestri scultori del mondo greco classico . Le ipotesi sulla provenienza e sugli autori delle statue sono diverse, ma non esistono ancora elementi che permettano di attribuire con certezza le opere ad uno specifico scultore.

Primo tra tutti, accende la polemica l’ archeologo Settis : “Lo spot che arrossendo di vergogna ci toccherà vedere in tv nelle prossime settimane – ha scritto – esibisce i due venerandi Bronzi trasformati in giovanottoni volgarissimi e abbronzati, degni del seguito di Cetto La Qualunque, che fanno a pari e dispari esibendo chiappe e quant’altro”.

 

Giuliana Ventura

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