Una settimana pregnante di avvenimenti che non può essere “sintetizzata” facilmente , ma l’obiettivo che si vuole porre questo articolo è arduo : una ring composition tra l’11 settembre, la presunta morte di Osama Bin Laden e il fronte libico che non smette di trastullare pensieri sempre più superficiali e propensi a cadere nei luoghi comuni.
La parola chiave di questa settimana è Risiko! Chi di voi non ci ha mai giocato? Scopo del gioco è il raggiungimento di un obiettivo predefinito, segreto e diverso per ciascun giocatore, che può consistere nella conquista di un certo numero di stati, nella conquista di due o più continenti o nell’annientamento di un giocatore avversario. Ironizzando sembra propriamente il profilarsi degli avvenimenti che hanno avuto protagonisti indiscussi Tutti , da nord a sud, da est ad ovest.
L’11 settembre è realmente esistito o è stata un’invenzione – giustificazione americana ? I perpetratori hanno continuato a fomentare una leggenda , un sapere mitologico con la quale hanno sfamato l’intero globo : infatti nessuno può dare risposta certa su ciò che è accaduto a Bin Laden. Basti pensare all’America , rappresentata dalla canea di iloti che danzava e festeggiava per le strade di New York, alla notizia dell’uccisione del nemico , la stessa che in occidente sgomenta guardava al mondo arabo quando in alcune città del mondo islamico,per l’appunto, il crollo delle torri aveva portato alla stessa reazione: Tutto il mondo è paese. Ma , questa volta , contrariamente , non ho notato molta indignazione sui media. Routine. Quel che facciamo noi è giusto, quel che fanno gli altri è sempre sbagliato. Fondamentalmente è come giocare a Risiko ! La prossima mossa a quale giocatore? Il fronte islamico ovviamente. Infatti dopo cinque giorni di silenzi, smentite e ipotesi fantasiose e complottistiche, anche Al Qaeda è costretta ad ammettere l’amara (per loro) verità: Osama Bin Laden è morto nel raid dei Navy Seals americani nella notte tra domenica e lunedì ad Abbottabad, in Pakistan. Lo si legge in un comunicato diffuso su Internet dai forum jihadisti, di cui ha dato notizia il sito Usa di monitoraggio Site. «Il suo sangue non sarà sprecato e continuerà ad attaccare gli americani e i loro alleati», dice il comunicato jihadista. «Dio volendo la loro (degli americani e dei loro alleati) felicità si trasformerà in tristezza», prosegue il comunicato, datato 3 maggio e siglato “Comando generale di Al Qaeda” , «e il loro sangue sarà mescolato con le loro lacrime». Si annuncia inoltre a breve un messaggio audio di Osama Bin Laden , registrato la settimana prima della sua morte. Infine si invitano i cittadini pakistani a ribellarsi contro i loro leader. Ma Obama che ha parlato nella serata di venerdì dalla base militare di Fort Campbell, in Kentucky, si è detto convinto che gli Usa «sconfiggeranno al Qaeda in maniera definitiva» e che anche le operazioni in Afghanistan saranno un successo. La partita a Risiko continua !
Sul fronte della partita che si svolge in quel del Nord Africa le dinamiche sono piu’ o meno lo stesse : megalomania dell’Occidente (si forse un po’ polemico come tono , ma la libertà di parola ci concede ciò). In questo gioco di strategie , dove le pedine non si muovono sul tavolo, ma “a dimensione naturale ” con la sua plancia dalla superficie 5,100 656 × 1014 m² , nessuna zona rimane scoperta dalle mosse dei giocatori. Nella settimana dei “giochi” si può annoverare anche il saccheggio all’ambasciata d’Italia a Tripoli , incendiata dalla popolazione inferocita. Nei locali non vi era l’ambasciatore e neanche il personale italiano, tornato in Italia nei giorni scorsi. Attaccata anche l’ambasciata britannica: Londra per ritorsione ha espulso l’ambasciatore libico nel Regno Unito. Le Nazioni Unite hanno annunciato che stanno ritirando tutto il proprio personale internazionale da Tripoli, dopo che anche sedi dell’Onu sono state attaccate e danneggiate dalla folla. La Russia ha invece denunciato l’uso «sproporzionato» della forza da parte della Nato in Libia e mette in dubbio che i raid aerei della coalizione non abbiano come obiettivo l’eliminazione di Muammar Gheddafi. Lo riferisce una nota del ministero degli Esteri russo. Il ministro dell’Interno Roberto Maroni ha commentato la minaccia di Gheddafi di portare la guerra in Italia. «Non mi sento di dire che la sua è una battuta propagandistica. Le parole del rais confermano che la situazione è da tenere sotto controllo, lo stiamo facendo e abbiamo intensificato azioni di verifica sul territorio nazionale». L’uccisione di uno dei figli, ha aggiunto Maroni, «farà arrabbiare Gheddafi ancora di più». Da quando è scoppiata la crisi libica comunque «noi abbiamo intensificato le attività di controllo per evitare che succeda qualcosa». Di chi sarà la prossima mossa a Risiko?!
di Alessia Aleo






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