La Danimarca ha disposto la sospensione del trattato di Schengen, provvedimento che verrà messo in pratica entro le prossime 3 settimane.
In base all’accordo di Schengen, i controlli alle frontiere dei Paesi firmatari sono aboliti , permettendo il varco dei confini ai cittadini dell’area interessata al trattato senza l’obbligo di presentare il passaporto. La decisone giunge in seguito ad un accordo tra il governo di minoranza liberal-conservatore e il Ppd (Partito del popolo danese) di estrema destra. Secondo il Ppd, si è resa inevitabile tale decisione drastica in seguito all’aumento, negli ultimi anni, di crimini commessi da cittadini transfrontalieri, e per prevenire l’ondata migratoria che sta investendo i paesi meridionali dell’Unione Europea. Reimposti, quindi, i controlli danesi ai confini terrestri con la Germania, sul ponte che collega la Danimarca alla Svezia e nei porti.
Immediata la reazione di Bruxelles: la Commissione europea ha fatto sapere che chiederà chiarimenti alle autorità danesi, precisando che non verrà mai ammesso nessun tentativo di depotenziamento del trattato della Ue in merito alla libera circolazione all’interno dei confini europei di beni e di persone.
Il provvedimento danese anticipa la proposta della Commissione europea ai ministri dell’Interno dell’Ue circa un progetto di reintroduzione temporanea dei controlli alle frontiere nazionali nell’area Schengen, caso in cui uno stato europeo non venga ritenuto in grado di sorvegliare adeguatamente le proprie frontiere, o nell’eventualità di massici afflussi di migranti. Il riferimento è a Romania e Bulgaria che, membri dell’Unione europea dal2007, atutt’oggi non sono comprese nello spazio Schengen, sperando entrarvi quest’anno. Molti, però, gli stati membri contrari: i due paesi in questione non sono ritenuti in possesso di un adeguato sistema di sorveglianza.
Aurora Circià







Hanno fatto bene.