Sin da quando i telefoni cellulari sono apparsi, a metà degli anni Ottanta, si è diffuso il timore che il loro uso potesse causare danni al cervello. Diversi studi hanno confermato la pericolosità derivante dall’uso prolungato dei dispositivi mobile, mentre altri lo hanno escluso. Questa volta è il riconoscimento dell’autorevolezza dell’Agenzia Internazionale per la ricerca sui tumori dell’Organizzazione mondiale della Sanità (OMS, o World Health Organization, WHO in inglese) ad attribuire maggior peso al legame tra l’uso dei cellulari e il rischio di sviluppare un tumore, in particolar modo del glioma (tumore del sistema nervoso centrale) e del neurinoma acustico (tumore che colpisce il nervo acustico). La valutazione dei ricercatori che ha definito le radiazioni elettromagnetiche come possibilmente cancerogene per gli esseri umani, che in pratica significa che le radiofrequenze da cellulare e di altri dispositivi di comunicazione wireless (senza fili) potrebbero causare il cancro, si basa su test effettuati sugli animali e su studi epidemiologici effettuati sull’uomo. Gli esperti hanno in ogni caso sottolineato che serviranno ulteriori ricerche prima di giungere a conclusioni definitive. In attesa di un rapporto dell’Oms definitivo, visto che si contano circa 5 miliardi di telefonini in tutto il mondo, solo in Italia quasi due a testa, circa 100 milioni di cellulari, si consiglia di prendere misure precauzionali. Di limitare l’uso del telefonino insomma.
Tania Catrini






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