L’ energia del futuro proviene dalle alghe.


Non si tratta di colonie di piccoli Spongebob marini  conosciuti dagli amanti dei cartoni, e nemmeno delle alghe che i Siciliani amano gustare durante la stagione estiva, bensì di alghe unicellulari e pluricellulari che a seconda dei casi infestano mari e lagune. Questi organismi algali hanno un ciclo riproduttivo rapido, dell’ordine delle 12 ore, posseggono una densità per ettaro nettamente superiore a tutti gli altri vegetali fino ad ora utilizzati come biomasse e producono 30 volte più energia per ettaro  di qualsiasi altra fonte bioenergetica. Il sistema di coltivazione e produzione è relativamente semplice: le alghe sono delle grandi divoratrici di CO2 e NOx quindi sono introdotte in un ciclo triangolare di accrescimento che le arricchisce di anidride carbonica da destra e da sinistra in diversa percentuale così da stimolarne il riflusso naturale ed una riproduzione esponenziale. La loro coltivazione prosegue poi in vasche o apparati tubolari a seconda che si voglia o meno il contatto con la luce solare, esistono processi per i quali le alghe necessitano della radiazione solare per dare il via alla fotosintesi clorofilliana ed altri nei quali la loro crescita può avvenire tranquillamente in vasche buie con aggiunta di diversi tipi di zuccheri. Si aumenta in tal modo la concentrazione di alghe di un milione di volte. La biomassa così ottenuta sarà essiccata, lavorata in digestori anaerobici e utilizzata in una miscela di idrogeno e monossido di carbonio che alimenterà una turbiae in grado di produrre energia elettrica su larga scala. I gas di scarico poi saranno riutilizzati nel ciclo di crescita delle alghe; ecco perché tale produzione di energia è ad emissione zero e, anzi, lo sfruttamento delle alghe avrà un grosso impatto nel trattamento e smaltimento dei gas di risulta di altre centrali e fabbriche inquinanti presenti nel territorio. Oltre al biogas, dalla digestione delle alghe si ottengono prodotti come amidi ed ammoniaca che normalmente avrebbero bisogno di un certo consumo di energia per essere generati. A tal proposito è importante l’uso che si farà di questi prodotti per sopperire agli ultimi aumenti del petrolio e dei gas sul mercato! Una nuova generazione di biodiesel e carburanti vari sta per nascere. A tale proposito, sono già stati presentati alcuni prototipi di veicoli agricoli e berline. In Italia i primi a credere in questo tipo di energia rinnovabile sono stati i Veneziani che pochi giorni fa hanno dato il via ad un progetto pilota che è solo il primo step per rendere indipendente il porto e poi il centro storico di Venezia. La prima centrale produrrà solo 1 MW di energia elettrica, ma è già pronto il progetto per la costruzione di una centrale da 40-50 MW. Il vantaggio, spiegano gli esperti, sta anche nel fatto che, con questi espedienti, la produzione di energia può avvenire per 8000 ore l’anno a dispetto delle 1700 del solare. Nuovi  studi ed iniziative sono già partiti negli Stati Uniti e in Italia per lo sfruttamento dell’alga come risorsa energetica; crediamo che ogni idea o ricerca innovativa di studiosi e scienziati sia in generale accolta con interesse da parte della comunità ma forse non abbastanza da chi i fondi per la ricerca pensa debbano venire solo da privati. Ci auguriamo che la caparbietà e l’ingegno dei ricercatori ci introducano in un futuro migliore per noi e per il nostro pianeta.

Paolo Licciardello

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