Catania è ancora protagonista di atti vandalici e come sempre a pagare sono i cittadini.
E’ un caso deplorevole.. Il murales che rappresenta il volto di Giovanni Falcone, accanto alla moglie Francesca è adesso deturpato dal rosso dellavernice, simbolo della lotta alla mafia e alla criminalità organizzata, come a significare una ferita grondante di sangue. Lo sfregio, è avvenuto pochi giorni dopo le celebrazioni del 19esimo anniversario della strage di Capaci del ‘92, in cui il giudice perse la vita.
Il murales è situato in Viale Ulisse, sulla circonvallazione della città etnea nella trafficatissima zona di Ognina, ed è per questo motivo che si crede impossibile che nessuno abbia visto i malfattori. È la seconda volta, infatti, che un graffito ideato dal comitato viene deturpato.
Addiopizzo: “è uno sfregio all’intera città di Catania non certo al nostro progetto, ed è quindi a questa città che ci rivolgiamo invocando la rabbia dei catanesi onesti. Ci viene difficile credere che nessuno abbia visto all’opera il vigliacco armato di rullo.” E conclude: “Noi in ogni caso andremo avanti, continueremo a ricordare quanti hanno sacrificato la loro vita per questa terra”.
L’ iniziativa del progetto “un muro contro la mafia” era costata parecchio all’ associazione volontaria che aveva organizzato una raccolta fondi per comprare tutto il necessario; il murales continua con la raffigurazione degli altri uomini della scorta.
Nei giorni seguenti si è svolta una fiaccolata sulla circonvallazione per testimoniare la vicinanza a coloro che cercano e si ostinano ogni giorno a mantenere vivo il “vizio della memoria” ed a testimoniare con l’esempio che una Catania onesta esiste ed è possibile.
Giuliana Ventura







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