Luchino Visconti presenta un grande affresco storico della Sicilia tra gli anni 1860 e 1910: l’incipit del film si apre nella sontuosa villa dei Salina,situata a S. Lorenzo(vicino Palermo), con una presentazione della famiglia aristocratica dei Corbera che accoglie con preoccupazione la notizia dello sbarco delle truppe garibaldine in Sicilia,le quali avanzano per rovesciare il Regno Borbonico e avviare così l’unificazione dell’Italia. A seguito di questa notizia il giovane e audace Tancredi (un impeccabile Alain Delon) decide di unirsi alle “camicie rosse” in questi moti rivoluzionari,comunicando a suo zio, il principe Fabrizio ( un indimenticabile Burt Lancaster), la sua posizione e la sua scelta: “ Se vogliamo che tutto rimanga com’è, bisogna che tutto cambi…”.
I tempi stanno cambiando, il potere politico e istituzionale è ormai in mano ad una nuova classe di ricchi borghesi ed ecco che ,per adattarsi al tramonto dell’aristocrazia e difendere il prestigio della propria casata, il principe di Salina decide di appoggiare apertamente l’annessione siciliana all’Italia e di favorire le nozze tra l’adorato nipote Tancredi e la bella Angelica(Claudia Cardinale) figlia di un sindaco ricco e incolto. “Il Gattopardo” ,tratto dall’omonimo romanzo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa, descrive, con un particolare fascino nella commistione tra cinema e letteratura, la prospettiva da un punto di vista pienamente siciliano rispetto agli avvenimenti del 1860 e in particolar modo attraverso gli occhi del protagonista, nonché perno attorno al quale ruota l’intera vicenda,il principe di Salina, che tuttavia dimostra una visione totalmente disillusa e diffidente per la propria terra (“i Siciliani non vorranno mai migliorare perché si credono perfetti e in loro la vanità è più forte della miseria”).
A circa un secolo dai fatti rappresentati,nel 1963, Visconti riesce a far parlare il passato nel presente attraverso la raffinatezza del dettaglio e la profondità della descrizione per riportare la Sicilia moderna a quella dei tempi dell’Unità d’Italia. “Film in costume” fortemente attuale per le tematiche storico-politica ed esistenziale, è vincitore della Palma d’Oro al Festival di Cannes e David di Donatello nel 1963; e 3 Nastri d’Argento (fotografia,scene,costumi) nel 1964.
di Eleonora Mirabile.







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