Il 1° gennaio 2011 è entrato in vigore il divieto di produzione, commercializzazione ed utilizzo dei sacchetti in plastica non biodegradabili. La svolta dei sacchetti ecologici ha suscitato all’inizio molti dissensi. In primis perché troppo fragili. I vecchi sacchetti erano molto più resistenti ma acerrimi nemici dell’ambiente, capaci di inquinare per decenni discariche e fondali marini, mentre quelli biodegradabili hanno l’enorme vantaggio di non lasciare alcuna traccia dopo circa un mese, in quanto costruiti a base di mais, soia e amido di patate. Un altro dei motivi che suscita nei consumatori non poche proteste è il fatto che questi nuovi sacchetti sarebbero troppo cari, ogni busta, infatti, si aggira attorno ai dieci centesimi. Al contrario del nostro portafogli a guadagnarci, però, è l’ambiente! Ma siamo ancora solo all’inizio! Infatti, se continuiamo ad utilizzare il sacchettino ecologico o meglio ancora le “bags” riutilizzabili, le borse in cotone, per fare la spesa, ci vorrebbero altri trent’anni prima di eliminare del tutto la plastica! Ciò nonostante, dobbiamo pur cominciare da qualche parte.
Tania Catrini






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