Tutti in piedi . Entra il lavoro.


La fiom , la federazione impiegati operai metallurgici, nasce il 16 giugno 1901 e proprio recentemente ha festeggiato il suo compleanno nella città di Bologna. Per i suoi 110 anni , la federazione ha voluto rendere omaggio ai suoi iscritti e a tutti i lavoratori italiani con una manifestazione dove nomi celebri come Elisa Anzaldo ( giornalista che lo scorso 24 maggio ha abbandonato il Tg1 con la seguente lettera di dimissioni “Caro direttore, Ti chiedo di essere sollevata dall’incarico di conduttrice del Tg1 della notte. Ritengo non sia più possibile per me rappresentare un telegiornale che, secondo la mia opinione, ogni giorno rischia di violare i più elementari doveri dell’informazione pubblica: l’equilibrio, l’imparzialità, la correttezza, la completezza…”: la mal informazione dilaga , fortunatamente, c’è ancora chi ha consapevolezza dell’importante ruolo del giornalista cioè la professione di chi, operando nel settore dell’informazione, svolge attività di raccolta, selezione ed elaborazione delle notizie non di modifica, rielaborazione direzionale e travisazione delle informazioni.  ) , Maurizio Crozza, Serena Dandini, Teresa De Sio, Antonio Ingroia, Max Paiella, Daniele Silvestri, i Subsonica, Marco Travaglio, Vauro si sono alternati sul grande palco , kermesse che facendo eco a “Raiperunanotte” è stata condotta da Santoro. Ospite d’onore, rivelato solo a pochi minuti dalla sua entrata in scena Roberto Benigni .  Il formata mandato in onda solo in streaming e su current.tv ha ottenuto l’1,46% di share , la media cioè di 225mila telespettatori al minuto. Ennesimo traguado, ennesima dimostrazione di quanto possa essere importante la libertà di parola e di pensiero , anche al di là della televisione pubblica.  Il portavoce dell’art. 21 Giulietti Giuseppe :  Tutti in piedi contro le logge vecchie e nuove che vogliono mettere il bavaglio alla libertà di informazione e dissolvere la Rai come aveva previsto Licio Gelli, commenta entusiasta Giulietti. Poi aggiunge: “Lo straordinario successo della serata promossa dalla Fion e dalla squadra di Annozero , conferma che ormai c’è un’ Italia che non si farà zittire e che non si fermerà sino a quando gli imbavagliatori e i censori di ogni colore non se ne saranno andati” . E’ un’Italia che cambia canale, senza difficoltà . E’ un Paese che ha voglia di cambiare e che acquisisce ogni giorno più coscienza autocritica. Commovente l’intervento di Benigni , che dovrebbe invitare alla riflessione  in quanto “ NOI ” siamo l’Italia migliore , quella  che crede nell’importanza del lavoro , quella che viene pungolata ed ingiustamente etichettata dai Ministri ( che ci rappresentano o  dovrebbero farlo ) come la popolazione de precari che portano in sé il  sinonimo di parte peggiore dell’Italia,dei  dipendenti pubblici come fannulloni, dei giovani disoccupati come Bamboccioni , ma che ha voglia di rinascere dalle ceneri  nonostante tutto.   ” … il lavoro non è una dolorosa necessità, ma un servizio divino. Il diritto al lavoro è una cosa sacra, e ogni legge che attenti al lavoro è un sacrilegio … Amare il proprio lavoro è un privilegio , che oggi è dato a pochi, ma amare il proprio lavoro è la più grande, concreta e sincera felicità data sulla terra!” – Roberto Benigni –  e oggi più che mai ci si vuole riappropriare di questo diritto fondamentale, Monicelli diceva che è il momento della “rivoluzione” che solo in questa maniera si può dare una svolta reale, concreta … migliore!

 

 

Alessia Aleo

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