Nascita del 54° stato africano : Repubblica del Sudan del Sud.


Grazie al referendum attuato in Gennaio e dopo due guerre civili durate ben 39 anni  nella quale si annoverano milioni di morti nasce la Repubblica del Sudan del Sud. Salva Kiir è il primo presidente del 54° stato d’Africa :  Nato nel 1951, e’ un fervente cristiano e appartiene all’etnia dinka, maggioritaria nel Sudan meridionale. E’ considerato l’erede di John Garang, leader storico della lotta per i diritti del Sud, morto nel 2005 in un misterioso incidente.Rispetto a Garang, Kiir ha sempre avuto tuttavia idee piu’ radicali. Mentre il primo era favorevole all’ipotesi di uno stato federale con il nord, l’attuale presidente e’ sempre stato un fervente sostenitore dell’indipendenza. In occasione del referendum sull’indipendenza svoltosi a gennaio (in cui i ‘si’ hanno prevalso con quasi il 99% dei voti), ha piu’ volte chiesto agli abitanti del Sud Sudan se preferivano essere ”cittadini di seconda classe” nel Sudan unito o ”persone libere nel loro stato indipendente”. Il presidente sud-sudanese, tuttavia, e’ sempre stato a favore di rapporti distesi con i ‘vicini’ del nord e con il loro presidente Omar al-Bashir. Di formazione militare, ha partecipato alla prima e alla seconda guerra civile sudanese. Con la firma dell’accordo di pace nel 2005, e’ stato nominato vice presidente del Sudan, responsabile per il Sud, incarico che ha confermato nel 2010 con il 93% dei voti. Dal referendum di gennaio, ha lavorato alla stesura della costituzione provvisoria e si e’ dedicato alla creazione di una rete di infrastrutture, di cui il suo paese ha una grave carenza.  09 luglio 2011 data di fondamentale importanza, ”un giorno di gioia e di speranza per la popolazione del paese” secondo Angela Merkel che ha proseguito nel suo comunicato stampa : ”ha gia’ riconosciuto il nuovo stato. Plaudiamo l’ingresso della Repubblica del Sud Sudan nella comunita’ internazionale degli Stati. Ora inizia il compito di sostenere il paese nel suo percorso di stabilita’ in cui le persone ritrovino la pace, la sicurezza e lo sviluppo economico ” sottolineando l’importanza in questo momento dei cosiddetti paesi ricchi di collaborare nella crescita di questo neo stato , affinchè violenza ,guerre e distruzione possano rimanere soltanto un lontano ricordo.  All’unisono di questo augurio anche il mondo cristiano : “La pace, la riconciliazione e il rispetto dei diritti di tutti, in particolare la libertà religiosa” sono “pilastri fondamentali” su cui deve nascere, domani, la nuova Repubblica indipendente del Sud Sudan. Lo sottolinea – riecheggiando le parole pronunciate dal ministro degli Esteri vaticano Dominique Mamberti – il portavoce della Santa Sede, padre Federico Lombardi, che ricorda come il Papa invii alla cerimonia di Juba una delegazione ufficiale e auspica “un dialogo franco, pacifico e costruttivo” con il Sudan.”Per questa solenne circostanza a Juba , per l’indipendenza della nuova repubblica, il Santo Padre ha provveduto ad inviare una Delegazione ufficiale – guidata dal Card. John Njue, Arcivescovo di Nairobi e Presidente della Conferenza Episcopale del Kenya, ed integrata dal Nunzio Apostolico in Sudan, S.E. Mons. Leo Boccardi, e dal Segretario della Nunziatura Apostolica in Kenya, Mons. Javier Herrera Corona – per far pervenire alle Autorità del nuovo Stato e a tutti i suoi cittadini, numerosi dei quali sono cattolici, l’augurio di pace e di prosperità. Come auspicato ieri da S.E. Mons. Dominique Mamberti, Segretario per i Rapporti con gli Stati, ricevendo una Delegazione parlamentare del Sudan, guidata da S.E. il Signor Ahmed Ibrahim Elthair, Presidente dell’Assemblea Nazionale Sudanese – sottolinea padre Lombardi – la pace, la riconciliazione e il rispetto dei diritti di tutti, in particolare la libertà religiosa, rappresentano i pilastri fondamentali su cui edificare il nuovo assetto socio-politico della regione e le condizioni per guardare ad un futuro di speranza. La Santa Sede, che intrattiene stabili relazioni diplomatiche con le Autorità di Khartoum dal 1972 ed esaminerà con dovuta considerazione un’eventuale richiesta da parte del Governo del Sud Sudan – conclude il portavoce vaticano – invita la Comunità internazionale a sostenere il Sudan e il nuovo Stato indipendente perché in un dialogo franco, pacifico e costruttivo trovino soluzioni giuste ed eque alle questioni ancora irrisolte ed augura a quelle popolazioni un cammino di pace, di libertà e di sviluppo”.

Alessia Aleo

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