Il buon vecchio shuttle va in pensione


Come in tutte le cerimonie di pensionamento che si rispettino non poteva mancare un orologio, non un orologio qualunque ma quello che ha reso mitico il countdown, il conto alla rovescia prima di una partenza. L’occasione è quella dell’ultimo volo dello shuttle Atlantis, avvenuto alle 17:30 dello scorso 8 luglio,alla presenza di più di 2000 giornalisti internazionali e da una moltitudine di appassionati, turisti, curiosi, esperti ed inesperti, malinconici, grandi e piccoli da ogni parte del globo. Finalmente al Kennedy Space Center si è riscontrato un degno e numeroso pubblico ormai assente dai tempi fastosi delle missioni Apollo degli anni 60 e dei primi viaggi nello spazio aperto degli shuttle. Dopo aver rifornito un’ultima volta la stazione internazionale in orbita sopra la Terra con, tra le varie strumentazioni, “Raffaello”, il modulo realizzato dall’Agenzia Spaziale Italiana per la NASA e costruito dalla Thales Alenia Space (consorzio Thales-Finmeccanica) e due I-Phone spaziali, il comandante Chris Ferguson, il pilota Doug Hurley e i due specialisti di missione Rez Wailheim e Sandy Magnus riporteranno l’ Atlantis a casa, dove, assieme al gemello Endevor, sarà esposto come orgoglio della NASA, degli Stati Uniti e pensiamo, anche, di tutta la popolazione terrestre. Il caso ha voluto che il display fermasse il cronometro sui 31 secondi al “GO” per qualche minuto a causa di un inconveniente al braccio retrattile in cima al grande serbatoio esterno “Bernie Cap”, fondamentale anche per lo sfiato dei vapori dell’ossigeno liquido contenuto. Risolto il problema la partenza è stata perfetta ed a T+8 lo Space Shuttle ha raggiunto l’orbita. Trenta anni di carriera hanno contribuito a rendere leggenda una flotta di velivoli capaci di 135 voli, di mettere in orbita stazionaria 129 tra satelliti e componenti della SI, di far volare 355 tra uomini e donne per un costo complessivo di circa 196 miliardi di dollari. Ricordiamo che il braccio meccanico montato all’interno della stiva ha collocato, tra i tanti, il telescopio spaziale Hubble che ha cambiato il modo di concepire l’Universo. Gli effetti del pensionamento si sono già fatti sentire: la crisi economica e la conseguente mancanza di sovvenzioni statali hanno provocato il licenziamento di 1500 persone. Saranno felici coloro i quali hanno sempre pensato che i progetti NASA rappresentassero solo uno spreco di denaro pubblico. Fortunatamente un ente del genere non può scomparire ed allora la Stazione Spaziale continuerà a vivere grazie ai lanci effettuati dai vari partecipanti al consorzio internazionale, mentre sono già in costruzione nuove navette più simili alle capsule dei primi viaggi spaziali. Si accantonano per il momento i progetti di Shuttle futuristici per contrastare, haimè, la mancanza di fondi ed alla continua crisi che avvinghia le economie di tutto il mondo.

 

Paolo Licciardello

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