Il sesso prima di una partita semplicemente di buon auspicio?


Sempre più spesso a gran voce , le mogli e le compagne degli sportivi affermano di non dire “no” ad un pò di sano sesso pre partita . Infatti grazie ad uno studio recente è stato possibile sottolineare che fare sesso prima di un incontro di calcio, non fa male, anzi ne migliora le prestazioni in campo . Tra l’altro , gli sportivi italiani, ancora legati alla “vecchia tradizione” sono quelli che lo fanno meno. La sessualità umana non è solo dettata dall’istinto o da una stereotipia di condotte, come accade nell’animale, ma è influenzata da un lato dall’attività mentale superiore e dall’altro dalle caratteristiche sociali, culturali, educative e normative dei luoghi in cui i soggetti sviluppano e realizzano la loro personalità. La sfera sessuale richiede quindi un’analisi fondata sulla convergenza di varie linee di sviluppo, comprendenti l’affettività, le emozioni e le relazioni : aumenta la clinicità in campo e cala l’aggressività gratuita. Lo stesso Freud affermava che la sessualità è posta al centro dell’attenzione relativamente all’influenza che essa può avere sull’insorgenza di alcuni disturbi psicofisici. Fare sesso fa bene , bisognerebbe dirlo anche al capitano della nazionale italiana Sergio Parisse, sposato con Alexandra Rosenfeld celebre modella francese e vincitrice del titolo di Miss Francia 2006, che di recente ha affermato in una intervista che prima di una partita non è importante il sesso, ma il sonno: le buone ore di sonno . Il 95% degli atleti stranieri ha tra i 10 ed i 20 rapporti sessuali al mese, contro il 71% degli italiani. Eppure solo al 42% degli stranieri capita di fare sesso la sera prima della gara, contro il 63% degli italiani. E’ quanto emerge dalla prima indagine condotta dall’Associazione italiana per la ricerca in sessuologia (Airs), su un campione di 134 giocatori di basket professionisti di serie A e Legadue, 75 dei quali italiani e 59 stranieri. Ragazzi con un’età media di 27 anni e con una partner stabile per il 44%.Dalla ricerca viene fuori che gli atleti stranieri sono indisciplinati poiché in maggior misura (41% contro il 27% degli italiani) vien detto che l’attività sessuale praticata nell’imminenza di allenamenti o competizioni sportive è negativa sulla prestazione. “Il 61% degli atleti -spiega Franco Avenia, presidente dell’Airs- ha dichiarato che i risultati positivi delle gare accrescono il proprio desiderio sessuale, mentre per il 34% perdere lo deprime“. Per il 50% degli atleti, tra un rapporto sessuale e una competizione devono intercorrere dalle 16 alle 24 ore o più. Nei fatti, però, solo il 17% lo fa prima delle 24 ore che precedono la gara. Questo malgrado il 34% ritenga l’attività sessuale praticata nell’imminenza di allenamenti o gare negativa ai fini della prestazione.Fare sesso -dice Avenia- fa bene a livello psicologico. Allenta la tensione, soprattutto in quegli atleti troppo carichi a livello agonistico“. Poche, invece, le controindicazioni. “Sostanzialmente un’attività sessuale ‘frettolosa’ non comporta deficit a livello fisico. Il dispendio energico è minimo. Diverso, invece, se ci si abbandona alla passione per una o due ore. In questo caso -spiega l’esperto- si può andare incontro a una ridotta reattività, che prima di una gara è sicuramente un danno“. Emergono anche altre differenze fra le lenzuola. Gli atleti stranieri sembrano meno influenzati dai risultati delle gare. Solo per il 56% l’esito della competizione accresce il desiderio sessuale, contro il 65% degli italiani. E solo per il 27% dei cestisti stranieri i risultati negativi diminuiscono la libido, contro il 40% degli italiani. Le ore più calde sembrano essere quelle successive alla gara: per il 99% degli atleti il sesso dopo la partita non ha nessun effetto negativo sulla forma psicofisica. Ad avere rapporti subito dopo il match è il 65% degli sportivi. Se poi la partita è vinta, la passione sembra non avere limiti.

Alessia Aleo

Lascia un commento

Crea un sito web o un blog su WordPress.com

Su ↑