La cittadina del trapanese da sabato è sede di uno dei più importanti convegni scientifici del mondo, giunto alla 44esima edizione; per quattro lunghi e caldi giorni estivi, ospiterà cento scienziati provenienti da 40 paesi, solo una piccola parte della imponente comunità scientifica e della WFS (World Federation Scientists) presieduta dal prof. Antonio Zichichi. L’eminente fisico italiano ed alcune delle più grandi menti mondiali si occuperanno di alcune di quelle che loro chiamano le vere emergenze planetarie: l’acqua e la sua propensione a divenire più rara del petrolio, il nucleare come fonte di energia demonizzata fino ad oggi ma indispensabile per i prossimi decenni del pianeta.
Si vuole spostare l’attenzione da un fenomeno che è, giustamente, considerato attributo del dna del nostro pianeta, cioè l’effetto serra, ad un pericolo ben più grande, ovvero la mancanza improvvisa di acqua per quella parte di popolazione terrestre che fino ad oggi ne ha goduto a dismisura. La WFS, ricorda Zichichi nelle presentazione dei temi del seminario pubblicata sul quotidiano “La Sicilia” del 20-08-2011, ha stabilito rigorosamente che solo un miliardo, dei ben sette che compongono l’intera umanità, vive con una energia pro-capite soddisfacente, mentre un altro miliardo aspira a vivere nelle stesse condizioni. Cosa manca allora per far raggiungere a tutti tale obiettivo e come bisogna spingerci in un futuro più roseo per tutti? Per trovare risposte adeguate si vuole instituire un centro per lo studio delle emergenze planetarie; anche per questo motivo, crediamo sia importante la presenza in platea di importanti autorità governative, tra le quali il ministro La Russa ed il presidente della commissione Ambiente del Senato, Antonio D’Alì. Questi ultimi saranno, forse, maggiormente interessati all’argomento energetico proposto dal maggior esperto mondiale sul disastro di Chernobyl, il professor Yevgeniy Velikhov, e dagli esperti giapponesi sulla crisi di Fukushima. Il chiarissimo professore Antonio Zichichi insiste poi a ribadire che il nucleare è la via più immediata ed efficace per risolvere i problemi energetici del pianeta. Riflette inoltre, secondo noi in maniera importante, sul fatto che durante il progetto Manhattan non si verificarono incidenti di particolare importanza grazie unicamente alla direzione di scienziati, – Fermi, Feynman, Oppenheimer, sono solo alcuni fra i più noti – mentre adesso le variabili che alzano il pericolo di incidenti mortali sono dovute a fattori o, come egli scrive, “poteri che nulla hanno a che fare con la vera grande Scienza; questi posteri esercitano violenza politica ed economica”. Continua cioè a ritenere che, se gestito e controllato dagli scienziati, il nucleare è assolutamente sicuro. Qualche dubbio, però, nasce, specialmente sull’affermazione che “ il fuoco nucleare di pace permette all’umanità tutta di risparmiare un fattore enorme nel produrre energia. Con un chilo di materiale fissile (Uranio, Plutonio, ecc) è possibile produrre la stessa quantità di energia che viene fuori bruciando un milione di chili di materiale combustibile classico (petrolio, gas, carbone, legna, ecc)”. Questa è una assoluta verità, anche perché i fattori inquinanti ne risultano notevolmente ridotti, ma ugualmente viene ritenuto, da studi scientifici recenti, che l’esclusivo uso di materiale fissile per la produzione di energia porterebbe ad un più veloce esaurimento delle scorte di combustibile.
La comunità di Erice, la splendida riserva dello Zingaro e la brezza marina rappresentano, senza dubbio, elementi che invogliano l’apertura ed il lavoro delle menti: sette miliardi di anime attendono buone nuove.
Paolo Licciardello






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