Sembrava una domenica da incorniciare per Nando Alonso ed il team Ferrari, i nuvoloni trattenevano la pioggia caduta durante le sessioni di prove, e le gomme rispondevano a dovere al setting della monoposto italiana. Le espressioni tendenzialmente tristi del post gara ma sempre piene di ottimismo per il futuro ci riportano ad una realtà fatta di grandi sforzi per rincorrere una red bull sempre più padrona del campionato ed di una sfortuna che grava, gran premio dopo gran premio, sulle spalle della rossa di Maranello. La foresta che racchiude il circuito cittadino di Spa, l’aria e l’acqua termale del luogo (a tal proposito ricordiamo che dal nome di questo mitico territorio deriva quello di tutti i centri benessere in giro per il mondo: Spa) ogni anno cacciano fuori dal paddock, magicamente, un gruppo di piloti che sembrano ritornati ai tempi in cui la tecnologia non predominava sulle vetture, quando il talento, il coraggio e l’estro affermavano infine il vincitore.
Dopo una partenza con poche emozioni si vivono sei giri epici in cui Alonso, riuscito a riscaldare le gomme, supera tutti e si ritrova in vetta. Michael Schumacher partito ultimo in griglia rientra tra i primi dieci nello stesso numero di giri e finirà la gara da indomato leone al quinto posto. Sebastian Vettel e Mark Webber vivono momenti di inferno non riuscendo a controllare, stranamente, il consumo abnorme della parte interna dei pneumatici, come era accaduto durante le prove e come in realtà accadrà durante tutta la corsa. La corsia dei pit-stop sembra essere diventata il loro nuovo regno e Button li segue a ruota; il pilota inglese, lievemente tamponato al via, mette sotto pressione meccanici ed ingegneri che con qualche salto mortale rimettono in sesto l’alettone posteriore. Mentre tutti cercano di ritrovare l’equilibrio è la Ferrari che gongola e si ritrova con una largo vantaggio in vetta alla classifica ma la sfortuna, con la s maiuscola incombe sempre sul cavallino ed allora ci pensa il solito ex campione del mondo Hamilton, il quale, nello stesso giro, riesce prima ad effettuare un gran sorpasso su Kobayashi e poi si fa urtare dallo stesso pilota giapponese con conseguente sbandata, fuori pista ed ingresso della detestata Safety Car. L’urto con le protezioni del circuito è stato forte ed intontisce l’inglese della McLaren che esce comunque senza problemi dalla vettura. Si tratta del punto cruciale della gare perché Vettel cambia nuovamente le gomme e raggiunge il posteriore della monoposto di Alonso, mentre Webber è già in terza posizione. La ripresa della gara diventa un calvario per le Ferrari perché Sebastian Vettel della Red Bull è più efficiente, grazie anche alla sua domabile “ toro-monoposto”, nel portare a temperatura le ruote in una partenza lanciata e supera senza troppe difficoltà lo spagnolo. La furia iberica poi dovrà, per regolamento, montare le odiate gomme medie ed essere così sorpassato prima da Webber e, nel finale, da Button perdendo la possibilità di salire sul podio. Felipe Massa corre una gara in miniatura rispetto a quella di Alonso ma degna di nota, infangata anche questa volta da un calcio della dea Fortuna fin troppo bendata per il cavallino; la foratura nel giro seguente al cambio gomme ne è la prova tangibile.
Al termine della gara i piloti scambiano coi giornalisti opinioni che rispecchiano l’andazzo di una gara che ha dato, in ogni caso spettacolo. In una conferenza stampa dove dispiace non veder seduto un ferrarista, Vettel risponde alle tante domande così: “ Avevamo un po’ di preoccupazione visto il danno sugli pneumatici dopo le qualifiche, non eravamo certi di come potessero funzionare. Abbiamo corso dei rischi, avevamo la speranza che tutto andasse bene ma non potevamo saperlo”. Continua poi dicendo: “ Inizialmente non eravamo a nostro agio e infatti abbiamo fatto subito il primo cambio. Dopo, mi sono trovato sorprendentemente a mio agio, tenevo il passo degli altri e dopo la Safety era fondamentale riprendere Fernando.” In casa Ferrari troviamo Alonso che è, come sempre, lanciato con ottimismo verso la prossima sfida di Monza: “ Penso che fosse difficile fare più di quello che abbiamo fatto. Sono partito e arrivato quarto, ho fatto dei sorpassi, quindi è normale un po’ di tristezza per il podio sfumato. Alla fine abbiamo sofferto un po’ soprattutto con le gomme medie, con cui eravamo più lenti di un secondo e mezzo rispetto agli altri. La safety Car ha aiutato Button annullando il distacco, mentre noi non potevamo rientrare perché avevamo appena cambiato le gomme. Anche Vettel è stato fortunato in questo senso. Comunque dobbiamo fare i complimenti a quelli che vincono e lavorare per tornare sul podio”. La conclusione di Stefano Domenicali poi è pragmatica e spiga le strategie: “ Il tema dell’usura gomme è già allo studio da tempo e avremo qualche novità per Singapore, ma a Maranello siamo già orientati sul 2012”. È una tragica verità quella del team manager italiano, in un campionato mondiale dove oramai non è semplice cambiare la vettura data l’impossibilità di effettuare prove durante l’anno non si può che lavorare per l’anno che verrà.
Paolo Licciardello







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