Lasciate ogni speranza voi birbacchioni che entrate, di seguito non troverete nessun buon consiglio per un approccio sentimentale più semplice e sicuro, forse noterete qualche piccolo accenno piccante alle ‘curve’ che la natura ci ha regalato ma siamo certi che saprete comprendere il lato puramente scientifico dell’argomento.
Vari studi, nel corso degli ultimi due decenni, sono stati rivolti alla ‘scienza’ del sex appeal, con l’intento di scoprire anche i più piccoli segreti sui criteri di avvicinamento dei due sessi, sfociando, a volte, nella banalità e nell’ovvietà ma anche incuriosendo e fornendo varie teorie a sociologi, biologi e psicologi. Il primo organo che entra in causa è l’occhio umano, esso, malauguratamente per alcuni, quando si tratta di predare con lo sguardo, alla ricerca del partner ideale, non si fionda ad ispezionare l’abbondanza delle curve del corpo altrui ma analizza minuziosamente le misure del viso. A tal proposito, partendo da Platone ed arrivando a Dan Brown, si è sempre data estrema importanza al “rapporto aureo”, una costante naturale che si ripropone in una quantità spropositata di occasioni nel mondo di madre natura. Esso indica il rapporto fra due lunghezze, delle quali la maggiore è medio proporzionale tra la minore e la somma delle due. In particolare lo adoperiamo involontariamente nella dimensione degli occhi che dovrebbe essere pari alla distanza tra i due, oppure nella larghezza della bocca che dovrebbe eguagliare il doppio di quella delle narici. Il “dovrebbe” è d’obbligo perché se tale rapporto non risultasse pari al rapporto aureo e cioè 1,6180 ecco che i lineamenti del viso appaiono meno attraenti ed il sex appeal ne risente. Da tempo, poi, si è scoperto che la simmetria delle forme facciali è di fondamentale importanza per apparire gradevoli. I lineamenti, naturalmente, per una donna che osserva un uomo devono essere marcati e mascolini con sopracciglia folte e mento sporgente, per un uomo che considera una donna devono invece mostrarsi aggraziati e con sopracciglia inarcate.
Il viso però non basta per decretare il vincitore o la vincitrice di un concorso di bellezza, di conseguenza entrano in gioco le curve. Si è riscontrato che, oltrepassata l’età della pubertà, ad ogni individuo viene immediato associare, alla vista di alcune forme, un sesso o l’altro. Ad esempio gli uomini mostrano interesse per un punto vita stretto accompagnato da fianchi larghi, ma si è notato che tale apprezzamento prosegue anche se le misure di vita e fianchi diventano innaturali, perché accade ciò? La ragione sta nel movimento. L’andatura, la postura, il modo di ancheggiare e persino di correre influenzano i nostri centri del piacere. È pur vero che un uomo che cammina con le braccia larghe e portando in avanti le spalle è si poco elegante ma ha un “non so che” di mascolino che spesso intriga.
Tutto dipende dai geni, pertanto anche loro vogliono prendere parte alla scelta in maniera marcata. Ognuno di noi possiede un livello di testosterone o progesterone che determina molti aspetti della mascolinità o della femminilità. La voce ed il suo tono ne sono ampiamente influenzati, ma non nel modo che ci si aspetterebbe. La donna preferisce l’uomo con timbro di voce marcato e caldo, il maschio, invece, viene statisticamente sedotto da una voce femminile più acuta, ciò perché la donna in questione ha un livello ormonale maggiore e quindi una più alta predisposizione alla procreazione. Lo stesso timbro di voce femminile è più magnetico durante il periodo dell’ovulazione. Quest’ultima non è una influenza da sottovalutare poiché, da osservazioni ripetute, si è appurato che la donna è più affascinante e gode di una pelle più morbida, liscia e lucente proprio nel periodo di massima fecondità.
Nessuno degli organi sensoriali è escluso da questo gioco delle parti ed allora l’olfatto vuol avere un suo ruolo. Eminenti scienziati sono intenzionati a scoprire quali sono gli ormoni e come questi influiscono, attraverso l’odorato, nella scelta del partner. Al momento si è visto che alcune cellule secernono una sostanza che, non appena entra in contatto col sudore emanato dalle cellule sudoripare e con dei batteri presenti sulla pelle, produce un particolare odore che non è apprezzato da tutti gli individui dell’altro sesso. In alcuni casi l’unione del sudore femminile con queste sostanze genera il tiolo, un composto chimico dall’odore molto simile a quello della cipolla; pessima notizia, dunque, per le tutte le donne ma ottima per alcuni uomini divoratori di cipolle. Facciamo notare, comunque, che questo “profumo” naturale è influenzato dall’alimentazione dei vari popoli.
Gli esperimenti e le statistiche prodotti sono innumerevoli ma ne riproponiamo uno nel quale un gruppo di donne e di uomini sono stati posti gli uni di fronte agli altri con un abbigliamento totalmente neutro e con dei numeri in testa che andavano da uno a dieci. Ad ognuno dei partecipanti, che sconosceva il proprio numero, si è detto di accoppiarsi col numero più alto del gruppo posto innanzi. Chiaramente, in un primo momento, si sono formate le coppie con numeri alti e via via quelle con numeri inferiori. Questo risultato è stato considerato utile per spiegare il perché i “belli” si accoppiano coi “belli” ed i “brutti” coi “brutti”. L’esperimento successivo si è svolto prima senza l’ausilio dei numeri e poi senza copricapo, in modo da fornire qualche altro piccolo particolare alla vista. Come preannunciato, si è constatato che i soggetti con un maggior sex appeal e con tratti somatici dai quali emergeva un rapporto aureo simile formavano più facilmente una coppia.
Certo, fortunatamente per noi non sono solo questi i fattori che influenzano la composizione di una coppia ma è anche vero che l’essere umano agisce spesso come una gazza ladra; così accade che un uomo o una donna vengano attratti più da un’auto sportiva che da un’ape cross. Non vogliamo qui approfondire maggiormente l’argomento ma è chiaro che la procreazione ed il perpetuarsi della specie sembrano essere il motore di tutto.
Paolo Licciardello







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