Corsi e ricorsi , la storia ci insegna che guardare al passato ci pone gli strumenti più consoni per “sopravvivere” nella migliore delle maniere, ci consegna spunti culturali, modelli di vita, errori compiuti da non riproporre più , l’autocritica e il bisogno di non porre le etichette senza per l’appunto compiere una opportuna analisi. I grandi maestri del passato vengono banalmente circoscritti , ma molti non sanno che il loro pensiero è solo “reinterpretato” per interessi e convenzioni del lettore / fruitore. Facciamo un salto nel passato.
Germania 1842.
“ Rheinische Zeitung fur Politik, Handel und Gewerbe ” fu una rivista dall’ifluenza liberale fondata da Georg Jung e Moses Hess che vedeva come suo caporedattore niente poco di meno che Karl Marx.
Il ruolo del Marx giornalista , spesso , viene preso sotto gamba , come un passaggio in serie B , non tenendo conto dell’importanza della formazione che questa esperienza ebbe per il filosofo. Giornalismo e saggistica ponevano un pensiero acuto, coraggioso e lodevole nell’attività critica compiuta da Marx, i temi più importanti sulla quale vertevano le sue “elaborazioni” erano : la libertà sia con l accezione etico – politica sia come principio ontologico dell’essere che come libertà incipit ed essenza primaria della natura umana. Concezione antropocentrica dell’uomo libero esclusivamente quando “l’universale” inteso come facente parte della totalità assoluta si concilia con la potenza creativa fra umanità e genere. Ring composition assai complessa , dove sottolineava l’importanza del genere umano in un universale presupposto in ogni singolo individuo: ontologia e antropologia basi dello strutturato economico e culturale , fondamenta dei diritti e dei doveri, di una giusta organizzazione che si materializza nello Stato , componenti fondamentali e imprescindibili per l’autodeterminazione e l’identità di un Volk ( popolo ).
Possiamo quindi sentenziare, che il giovanissimo Marx, fra le righe della rivista renana cerca di porre al centro e perché no divinizzare la figura dell’uomo che attraverso l’autoriflessione, l’autocoscienza si manifesta e si pone come protagonista “ su di un piedistallo” . Il popolo è il soggetto dell’intero pensiero di Marx, facendo del suo trascorrere da natura a spirito la norma costituzionale del suo agire. Libertà, come si manifesta? Come si ricerca? Esclusivamente nel movimento in cui è capace di produrre istituzioni e forma delle culture universali che non hanno nessun tipo di vincolo subalterno , cioè l’interesse privato ; la forma più elevata è quindi lo Stato che agisce universalmente al di là dell’interesse individualistico e personale . ( su l’attualità di questa frase potrei scrivere un paragrafo antitetico , visto l’incongruente modus operandi del nostro di Stato, ma quella è un’altra storia ) Il soggetto è il popolo , lo Stato il predicato ; nello stato il popolo trova la massima forma di realtà, il divenire collettivo, la sua incolumità. Con questo “file rouge” le espressioni del viver collettivo e della manifestazione di quest’ultimo come stampa, cultura, spirito pubblico, diritto e riviste, assumono il ruolo di forze predicative : “ …. Perché ogni popolo esprime nella propria stampa il proprio spirito ” , Marx contro ogni forma di censura. La stampa è il popolo che si fa spirito e si manifesta : “ … la stampa è la maniera più universale con cui gli individui partecipano la propria essenza spirituale. Essa non conosce considerazioni di persona, ma solo l’intelligenza.”
La cultura è educazione spirituale di un popolo, una trasposizione del materiale al più alto livello dell’intellettuale, è sensibilizzazione, autocoscienza. La stampa, l’incalzare argomentativo, è il processo di educazione motivata e consapevole della volontà di conoscenza .
Libertà di pensiero, libertà di stampa : ieri , oggi e domani.
Alessia Aleo







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