Barcellona dice “basta”: domenica scende il sipario sulla corrida.


Risuonerà domenica 25 settembre l’ultimo “olé” nella Plaza de Toros di Barcellona, la Monumental, di nome e di fatto.

Si registra già da tempo il tutto esaurito per l’ultimo spettacolo taurino che si terrà in Catalogna, nella quale, dopo la decisione dello scorso anno del parlamento regionale, la tauromachia verrà abolita dal 1° gennaio 2012. Lo stesso bando vige dal 1991 nelle Isole Canarie, ma la decisione era, a suo tempo, passata sotto silenzio.

Non può dirsi lo stesso per il caso catalano, giudicato fin da subito come l’ennesima prova del forte nazionalismo catalano. La legge sull’abolizione della tauromachia è, infatti, stata recepita dall’ambiente madrileno con una forte valenza politica, vissuta come uno schiaffo morale e uno smacco nei confronti della capitale Madrid, nel perenne dualismo che vede protagoniste le due maggiori città spagnole. La corrida, simbolo nazionale per eccellenza, prima fra le associazioni mentali che si è portati a compiere quando si parla di Spagna, non è di certo l’unico campo di battaglia sul quale si affrontano Barcellona e Madrid. Se ne potrebbero contare almeno altri due, i celeberrimi stadi Camp Nou e Santiago Bernabeu, teatri di vere e proprie sfide nazionalistiche che vedono il calcio quale mezzo di una disputa ben più grande che va avanti da anni e anni ormai.

Al di là delle letture separatistiche del gesto catalano, di chi vede in questa decisone drastica l’ennesimo tentativo della capitale della Catalogna di distinguersi dall’altra capitale, quella madrilena e “spagnola”, resta il dato oggettivo: domenica 20.000 appassionati spettatori, provenienti da tutta la Spagna e  da ogni parte d’Europa, assisteranno all’ultima corrida su suolo catalano, e lo spettacolo (se così si può definire) dovrebbe essere assicurato dalla presenza del più famoso torero spagnolo, José Thomas, detto anche “el matador loco” (il torero pazzo), un madrileno purosangue per ironia della sorte, l’unico, sembra, a poter garantire una degna conclusione prima della chiusura dell’ultimo tempio laico della tauromachia barcellonese. Arena che dovrebbe trasformarsi in una sorta di moderno colosseo del ventesimo secolo. Si spera, infatti, che la Monumental diventi un museo taurino, preservandosi così dal triste destino che è toccato all’altra plaza de toros di Barcellona, Las Arenas, da tempo chiusa e riconvertita in un centro commerciale.

 

 

Aurora Circià

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