Assuefazione. In qualsiasi onda sonora fa eco il nome del premier italiano, e noi in quanto italiani ed italiane ci sentiamo stanchi di vivere all’ombra del suo cattivo gusto, se di cattivo gusto si può parlare. Di termini adatti e calzanti se ne potrebbero citare a dozzine per indicare il suo comportamento nei nostri confronti : irrispettoso, qualunquista, volgare . Ma preferisco mettere a tacere ciò che potrebbe definirsi un giudizio personale di etichettatura quando invece i fatti parlano da soli. Un buon informatore infatti deve avere la prerogativa di parlare dei fatti, oggettivi e di compiere “esclusive” che possano dare maggiori strumenti di critica al fruitore/lettore. Ma tornando a noi . L’argomento che voglio porre all’attenzione di tutti è : GO PUSSY , per dare una nota internazionale , all’ironica battuta di Silvio Berlusconi , che ipotizzerebbe come prossimo nome del suo partito … si avete capito bene FORZA GNOCCA. Io non vorrei sembrare petulante ma una battuta del genere proprio non mi fa ridere e fondamentalmente in quanto donna mi offende, soprattutto se la contestualizzo : battuta ilare “proclamata” dal nostro premier niente poco di meno che durante la giornata di lutto di Barletta, dove cinque donne hanno perso la vita nel crollo di una palazzina, mentre lavoravano presso il maglificio , per meno di 5 euro l’ora. Mentre l’Italia s’indignava, rimaneva sgomenta per lo specchio della nostra società in cui il dramma del lavoro si presenta ogni giorno con una sfumatura nuova dai colori purtroppo plumbei, mentre veniva evidenziata incuranza e negligenza nei confronti delle classi meno abbienti e ne usciva fuori un “disegno gotico” della nostra società il nostro premier si dilettava a fare il comico ( beato lui che ancora può ridere ) . Forza Gnocca : sarebbe questo il nome che il partito di Berlusconi dovrebbe adottare per avere maggiore appeal elettorale: una specie di inno alla vita, un manifesto elettorale inusuale e goliardico in perfetto stile “Arcore’s night”. E immagino per un attimo le testate giornalistiche internazionali e le loro prime pagine : Silvio “ Go Pussy” , o ancora “Allez Minette”, “Vorwarts Muschi”. Che bello essere italiane. Franco Frattini, ministro degli esteri ,anche lui molto imbarazzato per quest’ultima chiccheria del premier: “quell’espressione che ho qualche difficoltà a spiegare a qualche collega in francese o in inglese“, (ma pare che loro l’abbiano capita benissimo), aggiungendo che “non è certamente il partito che noi abbiamo in mente“.In Parlamento la rezione più sprezzante è stata quella della deputata Pd Paola Concia: “questa ennesima trovata di Berlusconi non è affatto una boutade, ma esprime esattamente il suo vero pensiero sulle donne, ovvero il pensiero degno solo di un vecchio porco”. Non è stato da meno il portavoce dell’Italia dei valori, Leoluca Orlando, che ha pungolato le donne del Pdl: “E’ grave e imbarazzante il silenzio delle parlamentari del Pdl, soprattutto di quelle che si richiamano ai valori cattolici. Cio’ significa che si identificano nel nuovo nome del Pdl dato dal premier?”. E in effetti la reazione non si è fatta attendere, ma non è stata certo quella auspicata: alcune deputate, tra cui la Mussolini, Nunzia de Girolamo e Melania Rizzoli, si sono affrettate a smentire la presunta dichiarazione del Presidente, precisando che si è trattato di una battuta pronunciata da alcuni deputati in Transatlantico, che a loro volta facevano il verso al sito Dagospia, da cui sarebbe partita l’idea dello slogan. E come se non bastasse, ci si è messa pure la Lega a rincarare la dose: per conservare il primato delle volgarità e non essere da meno rispetto al Presidente, un deputato del Carroccio dà il meglio di sè quando zittisce la deputata del Pd Lucia Codurelli con un sonoro “fatti scopare che è meglio”. Adoro essere rappresentata da figure cosi alte, che riescono a dimenticare con estrema non chalance la dignità di tutti. Probabilmente poteva essere una giornata diversa, quella dei funerali delle lavoratrici di Barletta, una giornata in cui interrogarsi sul perchè si debba perdere la vita sul posto di lavoro, su quanto sia debole uno Stato dove chi vuole sopravvivere è costretto a lavorare senza diritti e senza tutele, senza la forza di poter chiedere che vengano rispettate almeno le più elementari norme di sicurezza, senza la forza per poter difendere la propria dignità. E invece è stata una giornata come tutte le altre, come da troppo tempo se ne raccontano in questo paese. Il paese dei balocchi dove nulla ormai è più preso seriamente in considerazione. Vorrei concludere il mio articolo , lungo , molto lungo, ma qualcuno dovrà pur sollecitare le menti sopite , intontite e che ad oggi, nonostante tutto, continuano a creare un processo di giustificazione agli eventi che si susseguono che vedono volgarità, non rispetto e lo squallore del naufragio della nostra classe dirigente come capoverso di ogni argomento. “Restituiamo la dignità alla donna. Rispettiamo il suo essere e la sua missione. Recuperiemo la spiritualità sublime dei suoi cicli e della sua nascita, per ritrovare il rispetto per la continuità dell’umanità e delle sue collettività” Il galateo del “forza gnocca” e del “vatti a far scopare” che ci ha assuefatti, si concretizza in un movimento, un’iniziativa : oggi mentre navigavo e leggevo un po’ di giornali on line ho trovato questa lettera di Colette Esposito,un invito a reagire e a far sentire la propria voce direttamente a chi sta in alto (scrivere cioè direttamente alla segreteria di presidenza del proprio “disagio”- https://servizi.quirinale.it/webmail/https://servizi.quirinale.it/webmail/. – ) Che possa farci capire …. Che siamo davvero alla frutta e che il bisogno di una svolta è sempre più imminente.
Egregio Presidente della Repubblica,
mi rivolgo a lei in quanto massima istituzione del nostro stato e garante della nostra Costituzione per esprimere la mia profonda indignazione, nausea, sconcerto, nell’assistere allo squallido spettacolo di una classe politica – a cominciare dal presidente del consiglio – che con le sue continue parole offensive e degradanti mostra di non rappresentare la metà e oltre della popolazione italiana, non riconoscendole neanche il pieno status di persona e cittadina di questa Repubblica. Ricordo che la nostra Costituzione recita “ Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge, senza distinzioni di sesso, razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche e di condizioni sociali e personali”e che l’art. 1 della Dichiarazione Universale dei diritti dell’uomo stabilisce che “ tutti gli esseri umani nascono liberi e uguali in dignità e diritti” . Con espressioni come “ forza gn… “ o “vai a farti sc…. “ espresse da persone che dovrebbero rappresentare il popolo sovrano , si violano palesemente quelli che sono i fondamenti della Repubblica italiana e di ogni convivenza civile. Sollecito da parte Sua , un doveroso atto ufficiale di richiamo verso la persona del presidente del consiglio e chiunque calpesti i diritti basilari di cittadinanza delle donne italiane. Sarò costretta , se questo stato di cose permane , a rivolgermi ad organismi sovranazionali , a cui appellarmi, insieme ad altre donne come me indignate, perché prendano provvedimenti verso la stato italiano , già oggetto di richiami a livello europeo e internazionale per la vergognosa condizione in cui versano i diritti delle donne .
…. E non solo, aggiungo io.
Alzi la mano chi non si trovi d’accordo ….
Alessia Aleo






Lascia un commento