Domenica mattina, occhi ancora un pò assonnati, caffè , quotidiano e tv accesa: Moto Gp. Molti di noi, scommetto, abbiano avuto un risveglio più o meno simile. Torpore durato indicativamente 5 minuti, due curve per l’esattezza. Simoncelli perde l’equilibrio in curva e la sua moto invece di deviare all’esterno , percorre una traiettoria impossibile verso l’interno , coinvolgendo nello scontro persino Colin Edwards e Valentino Rossi. Inutile descrivere l’impatto a mio parere, in quanto tutti abbiamo visto e rivisto, sul web o tramite tg, quei fatidici istanti, cercando persino di darci delle pseudo risposte esaustive. Il giovanissimo Marco Simoncelli, muore 45 minuti dopo. Sepang International Circuit : l’epilogo. Increduli, attoniti gli amanti dello sport, e non solo, di tutto il mondo. Lacrime nei box.
In conferenza stampa, Paul Butler :”Lo scopo di questa conferenza stampa è quello di valutare le circostanze che hanno portato alla tragica morte di Marco Simoncelli. Voi tutti sapete qual è il nostro ruolo, siamo la Direzione Gara: Claude Danis rappresenta la FIM, Javier Alonso rappresenta Dorna, Franco Uncini rappresenta i piloti, e io sono Paul Butler, rappresentante IRTA e direttore gara. Il Dr. Michele Macchiagodena è il nostro direttore medico e vi illustrerà le circostanze che hanno portato a questa tragica morte” . Questo giovane sportivo, degno erede del più noto e soprattutto suo grande amico Valentino Rossi, era da tutti ben voluto per la sua professionalità, generosità e caparbietà. Michele Macchiagodena ha dichiarato: “Sono davvero scosso e triste all’idea di essere qui per parlare della morte di Marco Simoncelli, un amico. È rimasto coinvolto in un brutto incidente durante la gara, è stato investito dagli altri piloti, ha subito un grave trauma alla testa, al collo e al torace. Quando il nostro staff medico l’ha raggiunto era privo di conoscenza. In ambulanza hanno cominciato il CPR (rianimazione cardiaca polmonare), e una volta arrivato al Centro Medico, grazie all’aiuto di dottori locali e della Clinica Mobile, è stato intubato ed è stato così possibile rimuovere parte del sangue presente nel torace. Il CPR è stato applicato per 45 minuti con l’obiettivo di aiutarlo il più a lungo possibile. Sfortunatamente ogni tentativo è risultato vano e alle 16:56 (ora locale) abbiamo dovuto ufficialmente dichiarare la sua morte”.
Vicinanza al dolore della famiglia da parte di tutti.
Il Milan, squadra preferita di Simoncelli, gioca con il lutto al braccio.
Minuti di silenzio prima di disputare le partite del campionato di calcio.
Lorenzo Jovanotti, sulla pagina del network facebook pubblica una foto del “trio di pischelli” composto da lui Valentino e Marco e scrive : “inizia una nuova settimana ragazzi. Si riparte, è quello che bisogna fare, è quello che va fatto, è il modo per onorare chi lo ha fatto sempre, con il ritmo nel cuore, con la luce negli occhi. Io ho una strana convinzione, credo che un sorriso vero, la cosa più volatile in natura, sia in realtà una porta che si apre verso l’infinito, verso l’aldilà, il prima, il dopo, il sempre. Ieri mia moglie ha ritrovato questa foto con il Sic e con Vale fatta in un giorno di qualche anno fa in giro in moto per il nostro Appennino. Sono insieme a due grandi campioni che quella mattina erano due “pischelli” su due enduro a divertirsi come sempre, a sfidarsi, a ridere, a toccare il limite. L’ho guardata per tutto il giorno e stamattina l’ho riguardata di nuovo, come prima cosa della giornata, e quel sorriso del Sic al centro mi ha scaldato il cuore, mi ha dato una spinta, ho risentito la sua voce da “pataca” che mi ha detto di alzarmi, di continuare a girare, di migliorare i tempi, di divertirmi più che posso, di impegnarmi più che posso, di vivere più che posso.”
Facile accostare Simoncelli ad altri grandi nomi , finiti prematuramente nell’albo degli “eccezionali” , dei campioni scomparsi troppo presto . Basti pensare anche al brasiliano, tre volte campione di formula 1 Ayrton Senna : “che va fatto,è il modo per onorare chi lo ha fatto sempre,con il ritmo nel cuore,con la luce negli occhi.Io ho una strana convinzione,credo che un sorriso vero,la cosa più volatile in natura,sia in realtà una porta che si apre verso l’infinito,verso l’aldilà,il prima,il dopo,il sempre.Ieri mia moglie ha ritrovato questa foto con il Sic e con Vale fatta in un giorno di qualche anno fa in giro in moto per il nostro appennino.Sono insieme a due grandi campioni che quella mattina erano due “pischelli” su due enduro a divertirsi come sempre,a sfidarsi,a ridere,a toccare il limite.L’ho guardata per tutto il giorno e stamattina l’ho riguardata di nuovo,come prima cosa della giornata,e quel sorriso del Sic al centro mi ha scaldato il cuore,mi ha dato una spinta,ho risentito la sua voce da “pataca” che mi ha detto di alzarmi,di continuare a girare,di migliorare i tempi,di divertirmi più che posso,di impegnarmi più che posso,di vivere più che posso.La pole position è come una gara di cento metri. Dai tutto quello che hai, in quel minuto, minuto e mezzo, trattenendo il fiato in certe curve, non respirando per bilanciare meglio la vettura, per aumentare la sensibilità. La carica di adrenalina è incredibile, da un secondo all’altro. Credo che sia il momento più grande, il più forte, il più alto… Ne ho già ottenute 52 e spero di conquistarne ancora. Ogni volta che ottengo una pole position, mi sento rinascere e voglio accaparrare la prossima, anno dopo anno, pole dopo pole”. Venuti a mancare per inseguire un sogno, per loro , probabilmente non era soltanto sport. Chiudo la parentesi dei parallelismi. Ognuno è stato grande a suo modo ed ognuno di noi legherà alla loro figura un ricordo che li posizionerà per sempre nell’Olimpo dello Sport.
Arrivata martedi in Italia la salma di Marco Simoncelli. Dallo stesso aereo scendono i familiari del pilota e l’amico di sempre Valentino. «A Marco mi legano tantissimi ricordi, stavamo insieme quasi tutti i giorni. Ci allenavamo insieme in palestra e andavamo sempre a girare con tutto ciò che era a motore, questi sono i ricordi più belli che ho – ha aggiunto Valentino Rossi al suo arrivo – Cosa ho pensato in queste ore? Non ho pensato a niente, solo che mi dispiace. Ho parlato con Paolo, sta abbastanza male e lo abbiamo abbracciato tutti. Sono cose che vorresti non succedessero mai, invece ogni tanto capita. Noi piloti purtroppo sappiamo che può succedere una cosa così». 
Lacrime infinite della fidanzata Kate :non aveva difetti . – “Io da credente, ma non so in che cosa, ho una mia teoria. Marco era una persona perfetta e le persone perfette non possono vivere con noi comuni mortali”. Lo ha detto Kate, la fidanzata di Simoncelli, ricordando il “suo” Marco sul sagrato della parrocchia di Coriano. “Voglio raccontarvi una cosa che è successa domenica sera quando abbiamo incontrato un ragazzo che avevamo conosciuto nell’ultima vacanza e gli ho chiesto ‘tu sei credente?’ e lui mi ha risposto ‘credente e praticante’, ed io ho aggiunto ‘allora perche’ ce l’hanno portato via?’ e mi ha risposto ‘Perché quando uno finisce la sua missione sulla terra, Dio lo richiama a sé”. Lei invece pensa appunto che “Marco era una persona perfetta e le persone perfette non possono vivere con noi comuni mortali”.
Ultimi momenti pubblici, il dolore privato rimarrà alla famiglia dopo che queste due giornate con i riflettori puntati addosso saranno passate ….
Mercoledi 26 : apertura della camera ardente. Numerosi i fan dello sportivo giunti da tutta Italia. Durante il funerale non ci saranno fiori all’interno della chiesa di Coriano (a parte quelli appoggiati sul feretro), per la particolare collocazione della bara di SuperSic, che sarà sistemata tra due moto: una verrà portata da Valentino Rossi, l’altra da Matteo Pasini. Gli ultimi particolari sulle esequie sono stati definiti martedì pomeriggio in un incontro tra il parroco di Santa Maria Assunta, don Egidio Brigliadori, e la famiglia del pilota. La salma verrà benedetta nella camera ardente allestita al teatro comunale.
Giovedi 27 : I funerali. L’Omelia , con dei nodi cruciali molto profondi, che vanno al di là delle solite “prediche” senza emozione , uguali per tutti . Qui di seguito le commoventi parole del vescovo. “Perché Marco si è schiantato domenica scorsa sull’asfalto della pista di Sepang?”, ha domandato il vescovo di Rimini nel corso dell’omelia. “Dove era Dio in quel momento fatale? Era lì, pronto per impedire che non cadesse nel baratro”, ha aggiunto Lambiasi.” Gesù è sempre li’ all’imbocco del tunnel della morte per afferarci e darci un passaggio, diretti al cielo, per godere la gioia senza più se e senza più ma. Gesù, che registra sul suo diario perfino un bicchiere d’acqua fresca dato con amore, domenica era lì a dire a Marco: ‘Grazie, per tutte le volte che mi hai abbracciato nei fratellini disabili della piccola famiglia di Monte Tauro. Grazie per tutte le volte che ci hai fatto divertire tanto quando hai partecipato alla gara delle caratelle nella festa patronale della tua parrocchia. Grazie, perche’ tutte le volte che hai fatto queste cose ai miei fratelli più piccoli le hai fatte a me”. Poi, Lambiasi ha chiesto all’assemblea di consentire anche a lui di farsi ‘’percuotere il cuore da quella domanda inesorabile: perché Marco si è schiantato domenica scorsa alle 9.55 sull’asfalto dell’autodromo di Sepang? ‘’Io non posso – ha detto il vescovo – cavarmela ora con risposte preconfezionate’’. ‘’Il mio animo – ha continuato – si ribella all’idea volgare di un Dio che si autodenomina ‘amante della vita’, che mi si rivela come il Dio che ‘ha creato l’uomo per l’immortalita’ e poi si apposta dietro la curva per sorprendermi con un colpo gobbo o una vile rappresaglia. Permettetemi di ridire sottovoce a me e a voi qual e’ questa benedetta volonta’ di Dio, con le parole pronunciate un giorno da suo Figlio sotto i cieli alti e puri della Palestina, mentre a Rimini si stava ultimando il ponte di Tiberio: ‘Questa e’ la volonta’ di colui che mi ha mandato. Che io non perda nulla di quanto mi ha dato, ma lo risusciti nell’ultimo giorno’’’. Gesu’ – ha aggiunto – ‘’stava li’, pronto per impedire che Marco cadesse nel baratro del niente e per dargli un passaggio alla volta del cielo’’. Al termine della messa, un enorme applauso ha inondato la chiesetta del paese e la gran folla rimasta fuori.
Un capitolo si chiude e le note che accompagnano i titoli di coda ; ” Siamo Solo Noi ” del cantante preferito si Super Sic, Vasco Rossi.
Concluso con un pensiero forse fuori luogo, forse troppo melenso , ma ci sono persone con un’energia positiva incredibile e sono innamorate della vita. Quando le incontri, ti trasmettono qualcosa di speciale, di positivo, ti fanno vivere diversamente… Probabilmente Marco era uno di quelli. Anche a noi che l’abbiamo conosciuto solo dalla TV ha trasmesso qualcosa di simile, grazie allo sport .
Alessia Aleo






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