IL CASO POMPEI: PRENDERSI CURA DEI MONUMENTI.


A meno di un anno di distanza dal crollo della Schola Armaturarum Juventis torna il terrore a Pompei.  La cattiva manutenzione provoca giorno dopo giorno il lento deteriorarsi dell’ antica città, patrimonio dell ‘ Unesco. Purtroppo le cause sono molteplici: la pioggia incessante ha fatto si che il muro di una delle sontuose ville romane, nei pressi di Porta Nola cedesse.

 E’ avvenuto il distacco di un piccolo tratto di circa quattro metri per due metri del paramento esterno della parte superiore del muro di cinta, fortunatamente in una zona non frequentata dai turisti, ma che è visibile dal percorso segnato sulle mappe e non dista parecchio dalla zona pic nic delle scolaresche.

La denuncia di questa situazione di degrado avviene già da molto tempo. Il parapetto del muro crollato fu realizzato con un antica tecnica muraria chiamata opus incertum, (accostamento di conci non squadrati legati tra loro da malta) di cui ci da testimonianza Vitruvio nei suoi trattati. ”Ogni mattina i custodi raccolgono pezzi di muri crollati e li fanno sparire prima che arrivino i turisti, per evitare che se li portino via e per non far capire come stanno le cose” rivela Tsao Cevole, presidente dell’Associazione nazionale archeologi.

E, dunque, Il crollo riaccende le polemiche. La richiesta urgente che arriva in coro da Cgil, Cisl e Uil è di restituire l’autonomia gestionale a Pompei ed agli altri siti archeologici vesuviani.

Il responsabile Cultura, Matteo Orfini,dice: ”In un anno, Bondi prima e Galan poi, hanno saputo solo sprecare tempo e accumulare reboanti dichiarazioni”. La situazione si fa via via più catastrofica e scarseggiano le misure di sicurezza e controllo.

Basterebbe una “alta manutenzione” come diceva il buon architetto Vittorio Gregotti; una manutenzione di alto livello che non si basa sull’ estetica ma sul valore storico dell’ edificio, che non deve essere un collage di altre opere ma la ripresa essenziale di tecniche e usi del tempo per garantire all’ edificio un ciclo vitale duraturo. Infondo sono proprio i monumenti la testimonianza del nostro passato, presente e futuro.

Giuliana Ventura

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