Mondo: quota 7 miliardi di persone. La sfida inizia adesso.


La notte del 31 ottobre la popolazione mondiale salirà a quota 7 miliardi di persone. Questa la previsione fatta dall’Unfpa, il Fondo delle Nazioni Unite per la Popolazione, all’interno del rapporto “Il mondo a 7 miliardi: le persone e le opportunità”.

Quello dei 7 miliardi è un traguardo vertiginoso, caratterizzato da contraddizioni e paradossi: enormi le disparità che continuano a registrarsi fra i diversi Paesi (e spesso anche all’interno di essi), fra ricchi e poveri, uomini e donne. Disuguaglianze destinate ad aggravarsi di pari passo con la crescita della popolazione mondiale, che prevede per il 2025 di varcare la soglia degli 8 miliardi di persone, per raggiungere entro il 2100 i 10 miliardi. Una crescita, quindi, vertiginosa e incontrollata, in un mondo in cui le risorse scarseggiano, e quelle che si riescono a sfruttare non bastano a soddisfare i bisogni di tutti, se si considera il dato allarmante che ad oggi un miliardo di persone soffre la fame.

Il rapporto delinea un mondo caratterizzato da una grande mobilità, registrando migrazioni di un numero sempre crescente di persone, dal sud verso il nord, e dalle zone rurali alle aree urbane, mosse dalla speranza di potere in tal modo migliorare le proprie condizioni economiche. La diretta conseguenza di questo fenomeno è una progressiva e inarrestabile urbanizzazione che, se non adeguatamente gestita e monitorata, potrebbe compromettere la sostenibilità della crescita della popolazione in mancanza della possibilità di rifornirsi in maniera appropriata di risorse necessarie.

Preoccupa il numero dei disoccupati nel mondo, che il rapporto indica essere di 81 milioni di persone, il 13% del totale: è la cifra più alta di tutti i tempi. E in pieno periodo di crisi suona oltremodo allarmante.

Eppure l’Unfpa registra numerosi dati positivi. Basti pensare che l’aspettativa di vita media è salita a 68-69 anni, passando per i 54 anni nell’Africa sub-sahariana (53 per gli uomini, 55 per le donne), e toccando gli 80 nell’Europa settentrionale (77 per gli uomini, 82 per le donne).

Inoltre, il rapporto sottolinea che al mondo oggi vive la più grande generazione di giovani mai registrata prima: sono, infatti, 1.8 miliardi le persone di età compresa tra i 10 e i 24 anni.

Su questo dato si è pronunciato il direttore esecutivo del rapporto, Babatunde Osotimehin, che, nella prefazione del rapporto, ha dichiarato: “I giovani sono la chiave per il futuro, con il potenziale per trasformare il panorama politico globale e per spingere le economie attraverso la loro creatività e capacità di innovazione. Ma l’opportunità di realizzare il grande potenziale dei giovani deve essere colta subito. Dovremmo investire nella salute e nell’educazione dei nostri giovani. Ciò comporterebbe enormi profitti nella crescita e nello sviluppo economico per le generazioni a venire”.

Abbattere gli ostacoli economici, giuridici e sociali, improntando la vita delle generazioni future al rispetto dell’ambiente e delle sue preziose risorse. Questa la strategia che propone, in conclusione, il rapporto dell’Unfpa, per il quale, grazie ad un’attenta e responsabile pianificazione, coadiuvata da giusti e opportuni investimenti sul fattore umano, saranno possibili città prospere ed ecosostenibili,  forze lavoro produttive in grado di alimentare la crescita economica, popolazioni giovani capaci di contribuire al benessere economico e sociale, e una generazione di anziani sani e attivamente impegnati nelle vicende sociali ed economiche delle società di cui fanno parte.

 

 

Aurora Circià

 

Lascia un commento

Crea un sito web o un blog su WordPress.com

Su ↑