Oggi ,a cinquant’anni dall’uscita cinematografica del capolavoro di Edwards Blake (1961) , si festeggia l’anniversario di “Colazione da Tiffany”. Per l’occasione è stata proiettata ieri a Roma durante l’ultima giornata del Festival del cinema la versione restaurata della pellicola ,grazie a Nexo Digital, alla quale , tra l’altro, sarà dedicato un solo giorno esclusivo al cinema, il 9 novembre.
Evento impedibile che fa tornare sul grande schermo per un solo giorno la donna che regalò il volto alla celebre Holly Golightly, protagonista dell’omonimo libro di Truman Capote: una favolosa Audrey Hepburn divenuta un’icona assoluta di stile raffinato ma mai banale. Con “Colazione da Tiffany” l’abito nero da cocktail indossato con le perle divenne sinonimo del nuovo lusso e di un lifestyle internazionale, così Hubert de Givenchy fece del guardaroba di Audrey il segno distintivo di una nuova donna elegante, ironica e intellettualmente provocante. Nonostante il suo fisico filiforme da mancata ballerina, riuscì ad imporsi in un epoca dominata da bellezze tutte curve e fu la prima a rendere sexy qualcosa mai ritenuto tale prima di allora. Come un semplicissimo tubino nero.
E’ possibile passare davanti a Tiffany sulla Cinquantasettesima strada (o in un’altra qualsiasi gioielleria Tiffany &co ) in un mattino di primavera senza sentire riecheggiare le note di apertura di “Moon River” ? Sicuramente no. L’incipit del film con la scena girata a New York davanti Tiffany nelle prime ore del mattino è ormai impressa nell’immaginario collettivo. Un taxi giallo si ferma ed esce una ragazza che, avvolta in un lungo abito nero accompagnato da una collana vistosa e lunghi guanti neri , con piccoli passi si avvicina alla vetrina, tenendo tra le mani un sacchetto dal quale esce una brioche ed un bicchiere di caffè. E’ così che fa colazione lì dove “non può accadere nulla di brutto”: i grandi occhiali da sole nascondono appena un’aria dolcemente malinconica e sognante.
Audrey Hepburn da vita ad uno dei ruoli più ironici della storia del cinema. Come non amarla? Una squillo vestita Givenchy che ha un gatto senza nome, che tiene il rossetto nella cassetta della posta e il telefono dentro una valigia “per non sentirlo troppo”. Emblema di bellezza e follia, Holly si mostra come una donna-bambina accompagnata da mille ansie e paure insieme ad un pizzico di sregolatezza e sbadataggine:
“È una matta autentica. E sai perché? Perché Holly è convinta di tutte le idiozie che afferma. Intendiamoci, a me è simpatica da morire, su questo non c’è alcun dubbio, ma io ho un’anima da artista, ecco, e se non sei un artista non la puoi apprezzare, perché è un fatto di… fantasia, mi sono spiegato?”.
I due protagonisti , Holly e Paul, sono destinati all’unione. L’uno è complementare dell’altra e allo stesso tempo indispensabile : lui cercherà di sgretolare il mondo artificiale ed etereo nel quale Holly ama rifugiarsi per sfuggire alla sua realtà , e lei saprà fargli abbandonare il suo cinismo…per terminare così il film con una delle scene d’amore più belle di tutti i tempi.
“Colazione da Tiffany” ha segnato la storia del cinema e del costume, aggiudicandosi due Oscar grazie alla straordinaria colonna sonora di Henri Mancini e al successo della celebre Moon River, si conferma come ponte tra passato e presente e come modello di insuperata femminilità,sempre fresca e attuale. Un classico della commedia americana, e anche se molti episodi e caratteri sono di maniera e scontati qualche magia continua ad essere dispensata. Anche dopo 50 anni.
Eleonora Mirabile







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