“Il miracolo di Fantantonio”: parte 1a


Per quale ragione abbiamo precisato: “parte 1a”? Il motivo è subito chiarito perché il nostro è un modo per augurare ad Antonio Cassano una prontissima guarigione ed un incitamento affinché continui a tenere alto il suo morale anche in questi momenti duri. Nella successiva “parte 2a” applaudiremo il ritorno sul campo del “fantantonio” d’Italia, e potremo raccontare, sorridendo, la storia degli ultimi mesi, dei suoi patimenti e delle sue gioie; questo è ciò che desideriamo per te Antonio, noi ti aspetteremo! L’abbraccio è collettivo, la comunità sportiva ed ogni italiano che si rispetti si stringono intorno al campioncino di Bari vecchia. La notizia del malore patito appena rientrato a Milano, dopo la trasferta di Roma, è stata sconvolgente perché è giunta improvvisa dai siti web e dalle televisioni. Sconcertante lo è stata anche per gli addetti stampa che viaggiavano in aereo con la squadra rossonera e che, scendendo dal bus navetta, hanno osservato increduli Cassano, circondato dai medici dello staff e dai compagni, in preda ai sintomi di quella che, mercoledì, i medici hanno definito: “sofferenza cerebrale su base ischemica. Gli esami strumentali e neurologici hanno richiesto 72 ore per il loro svolgimento ed hanno evidenziato la sofferenza di un’area cerebrale circoscritta che non ha determinato deficit neurologici persistenti.” Lasciamo, come sempre, ai medici del Policlinico di Milano e del MilanLab la diagnosi, proprio come ha fatto la società, in chiaro stile rossonero, perché in certi momenti è giusto saper aspettare le notizie ed avere rispetto per la sofferenza e la preoccupazione del giocatore e dei suoi cari. “La causa è stata identificata nella presenza di un forame ovale pervio cardiaco interatriale, evidenziabile solo con sofisticati esami specialistici”; il comunicato esposto sul sito ufficiale milanista, nella mattinata di venerdì, rende tutti lieti  perché si dichiara: “L’intervento sul forame ovale pervio di Antonio Cassano è terminato alle 8.35. Tutto è andato bene. All’operazione, condotta dal professor Carminati, era presente anche il medico sociale del Milan, dottor Rodolfo Tavana”; noi aggiungiamo che, grazie a questo piccolo e breve intervento di chiusura del pfo con l’uso di un ombrellino riposto tramite catetere sonda inguinale, probabilmente rivedremo il calciatore calpestare l’erba dei campi di serie A tra 4 o 6 mesi, anche se, in resltà, saranno i controlli che si effettueranno con cadenza mensile a decidere il ritorno agli allenamenti. Sembra strano che un uomo di 29 anni possa subire un malore di questo tipo, eppure gli esperti non classificano tale malattia come rara. La statistica ci dice che 124 esseri umani su un milione, al di sotto dei 45 anni, soffrono di tale patologia; le cause sono molteplici: pressione arteriosa alta o successivi sbalzi, doping eccessivo, diabete fumo, alcune cardiopatie, appunto, ecc.  Le apprensioni, quindi, non sono ancora terminate, ma continuano incessanti le visite in ospedale, gli attestati di stima e gli auguri di pronta guarigione da parte di molte società italiane. Il suo carattere un tempo insopportabile ma ora pieno di umanità trova appagamento nelle parole di tanti. Riportiamo qui le dichiarazioni di Barbara Berlusconi, entrata da poco ai vertici della società A. C. Milan: ”Ho voluto portare la vicinanza mia e della mia famiglia all’uomo Cassano prima che al giocatore”, e continua: “suscita simpatia negli italiani perché è un uomo che ha il coraggio di essere sempre se stesso”. L’ amministratore delegato Adriano Galliani cerca, come sempre, di esprimere la sua positività incoraggiando il fuoriclasse barese: “Gli ho detto: ti è capitata una disgrazia, ma ti è andata di lusso. Certo, meglio se non fosse accaduto nulla” ed ha concluso: “gli teniamo il posto”. I compagni di squadra hanno giocato la partita di Minsk rivolgendo il pensiero al loro compagno che li guardava in tv, dal letto dell’ospedale, in compagnia dell’amico Gigi D’Alessio. In particolare, rientrati dalla Bielorussia, Ibrahimović prima ed il capitano Ambrosini poi hanno portato l’affetto di ogni elemento del team, già toccato ad inizio di stagione dal guaio fisico di Gattuso che ha da poche settimane scongiurato il pericolo di problemi ben più gravi. Cassano ha poi ricevuto anche il presidente della FIGC Abete ed Ilary Blasi che ha portato l’abbraccio del marito Francesco Totti. Commovente la lettera mandata da Maradona, un campione che per la lunga serie di “accidenti”, come li definisce lui, è in grado di capire perfettamente il momento che sta passando il fantasista del Milan; questi, infatti, sono istanti in cui l’uomo, che in realtà è inscindibile dal calciatore, si sente estremamente insicuro e, persino, solo. Per gente come Maradona e Cassano, cresciuti più col pallone ai piedi che con gli amici, è importante governare saldamente la propria volontà d’animo, affidarsi alle cure di chi gli sta vicino ed essere estremamente forti. “In attesa di saperti presto in bella forma e sereno in famiglia, mi auguro di rivederti in tempi brevi ancora felice a rincorrere un pallone. E lo auguro anche al calcio, perché la fantasia che sanno offrire talenti come te non basta mai” questa è la conclusione della missiva del “Pibe de oro” all’amico Antonio. Egli sarà d’accordo se prendiamo in prestito queste sue parole per terminare in maniera affettuosa questo nostro primo resoconto.

Paolo Licciardello

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