Aver consapevolezza dell’importanza dell’oro blu è patrimonio del senso comune da sempre.
E’ risaputo infatti che l’acqua è un bene finito, indispensabile all’esistenza di tutti gli esseri viventi , quindi di inestimabile valore. Tutte le acque superficiali e sotterranee sono pubbliche e non mercificabili e costituiscono una risorsa che è salvaguardata ed utilizzata secondo criteri di solidarietà. L’oro blu oggetto di contesta , perennemente in bilico fra il divenire un bene pubblico o privato. Qualsiasi utilizzo delle delle acque deve essere effettuato salvaguardando le aspettative e i diritti delle generazioni future a fruire di un integro patrimonio ambientale. Gli usi delle acque devono essere indirizzati al risparmio e al rinnovo delle risorse per non inclinare la delicata euritmia in cui verte la Terra attenzionando con devozione , impegno , costanza e soprattutto responsabilità il suo patrimonio idrico, la sua vivibilità dell’ambiente, l’agricoltura, la fauna e la flora acquatiche, i processi geomorfologici e gli equilibri idrogeologici.
Ieri come Oggi : l’acqua punto focale delle comunità . ” L’acqua , Acicastello e la rivolta del 1860 ” di Enrico Blanco , edito da Agorà è un excursus storico degli avvenimenti del XIX secolo avvenuti appunto ad Acicastello e zone limitrofi , per poter portare l’acqua in paese e narra delle conseguenziali vicissitudini e dei non indifferenti impedimenti dell’epoca . Infatti grazie ad un’accurata metodologia della ricerca storica da parte del professore Enrico Blanco , numerosi dettagli sono emersi dai documenti degli archivi del Comune, che hanno dato luce ad una ricostruzione impeccabile delle vicende avvenute , dalle proteste alle rivolte armate, dalle ubicazioni delle fonti dell’acqua alla ricollocazione geografica delle antiche fontane, ormai andate perse negli anni .
Il bagaglio dello scibile riguardante le nostre radici viene riempito da questa opera . Numerose notizie sono il frutto di anni di ricerche, di lavoro e rielaborazione dei materiali. Basti pensare ad un punto di discrimen di tipo cronologico in cui alcuni storici vertevano l’attenzione “sullo sventolio del tricolore in Acicastello” il 31 maggio del 1860 , smentito dal Professor Blanco , che afferma per l’appunto che quella data non può essere annoverata come la data finale dell’Impero Borbonico, in quanto , il suddetto “giorno di Peppa la Cannoniera” , a Catania non era guidato dai Garibaldini , ma fu fatta dai cittadini stessi. Secondo quanto riportato dallo Storico Vincenzo Finocchiaro : << Gl’insorti avevan quasi esaurito le munizioni, sicchè il loro attacco incominciò ad infiacchire. Di ciò si accorse il generale Clary che cercò con una carica di cavalleria per alla via del Corso di aggirare la destra dei suoi avversari. Giusto in quel punto un gruppo di insorti, con la testo Giuseppa Bolognara, sboccava in piazza San Placido dalla cantonata di casa Mazza, trascinando il cannone guadagnato ai borbonici per cercare di condurlo nel parterre di casa Biscari e lanciare qualche palla contro la nave da guerra che già bombardava la città, coadiuvata dal fuoco dei due mortai posti sui torrioni del castello Ursino. Appena però quei popolani sboccarono sulla via del corso videro, in fondo a piazza Duomo, due squadroni di lancieri che si apparecchiavano alla carica. Temendo di essere presi, scaricarono all’improvviso i loro fucili abbandonando il cannone già carico. Ma Giuseppa Bolognara restò impavida al suo posto e con grande sangue freddo improvvisò uno stratagemma, dando nuova prova del suo meraviglioso coraggio. Sparse della polvere sulla volata del cannone e attese tranquilla che la cavalleria caricasse. Appena gli squadroni si mossero, essa diede fuoco alla polvere e i cavalieri borbonici credettero che il colpo avesse fatto cilecca prendendo fuoco soltanto la polvere del focone. Si slanciarono perciò alla carica sicuri di riguadagnare il pezzo perduto; ma appena avvicinatisi di pochi passi, la coraggiosa donna li attendeva a pie’ fermo, diede fuoco alla carica con grave danno degli assalitori e riuscì a mettersi in salvo.>>
I documenti comunali di Acicastello del 5 giugno portano in calce ancora la firma del Sindaco Borbonico e le nuove elezioni dei governanti si ebbero solo due giorni dopo. Acicastello votò per l’effettivo cambiamento della sua compagine geo politica, soltanto , il 15 gennaio del 1861, festa del Santo Patrono. Postilla importante è che dei 450 cittadini votanti, che avevano già votato per il plebiscito , andarono a votare per l’amministrazione soltanto 30 : i consiglieri canditati erano 15 .
Vengono analizzate in maniera dettagliata anche le vicende delle frazioni . Per esempio gli eventi del ’92 che caratterizzarono le giornate dei ficarazzoti , in cui la fonte sorgiva era oggetto di contesa fra il proprietario del demanio e gli abitanti che da sempre avevano fatto loro lo “sgriccillu” , che scendeva verso il paese. Proteste e rivolte erano all’ordine del giorno , poichè tutti non avevano le cisterne e la giunta comunale non si prodigava a favore della comunità, in quanto Platania, possessore del feudo , era creditore del comune , “privatizzare” la fonte del feudo Platania sembrava possibile e i disagi per l’intera cittadina sembravano dietro l’angolo. Sennonchè il muro ostuzionista fu abbattutto dalla comunità di ficarazzoti fatta di uomini, donne e bambini che si ripresero e ripristinaro ciò che apparteneva loro e indirizzarono definitivamente l’acqua verso il paese. Dopo anni di “lotte” nel 1894 aveva , finalmente , ufficialità l’atto di transazione.
Questa piccola parentesi storica,insieme a tante altre, è stata riportata durante la presentazione del libro dall’autore stesso , tantissimi gli spunti per immergersi nella lettura di questa opera dall’alto alto livello storico . C’è un bisogno connaturato di documentarsi sul nostro passato in quanto cittadini di Acicastello , e non solo , per poter avere una sana identità del nostro oggi; quest’opera trattando di questa tematica così attuale ci coinvolge tutti in prima persona. Non ci resta altro che leggerla e farla definitivamente nostra.
Alessia Aleo






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