G20: Commissariamento per l’Italia o per Berlusconi?


CANNES, 4 novembre – Silvio Berlusconi, nonostante la sicurezza di sempre, questa volta si e’ mosso su un terreno assai scivoloso tra i grandi del mondo.

Si era già presentato senza un decreto legge, ma solo con un maxiemendamento al ddl di stabilita’ che recepisce le misure indicate nella lettera alla Ue e con il parere sfavorevole dello stesso ministro dell’Economia Giulio Tremonti, concorde con Napolitano, sulla inefficacia di tale decreto.

Gli alleati europei hanno avuto quindi via libere nell’esercitare un grande pressing su di lui. Hanno insistito perche’ accettasse una sorveglianza internazionale assai piu’ stretta sul programma di riforme che si e’ impegnato a far passare in Parlamento: non solo quella della Commissione europea, ma anche quella del Fondo monetario internazionale.

“In questo clima generale, con la crisi di credibilita’ di cui soffre il governo italiano, ogni errore viene punito all’istante”, ha detto un diplomatico che ha partecipato alla riunione di giovedi’ notte tra Berlusconi, gli europei, il presidente Usa Barack Obama e il capo del Fondo Christine Lagarde.

E c’è da dire che alcuni dei partecipanti volevano spingersi anche oltre la “semplice sorveglianza del Fondo”.

Da parte delle autorita’ italiane, all’inizio, c’e’ stata una certa riluttanza ad accettare quanto proposto dagli alleati. Alla fine, pero’, hanno deciso di dire di si’.

Ogni tre mesi, quindi, l’FMI verificherà il rispetto degli impegni presi dall’Italia sul risanamento dei conti, in particolare per il deficit.

Sulla tenuta di fronte alla crisi, Christine Lagarde rassicura i mercati, l’FMI ha risorse per intervenire in qualsiasi caso, garantisce:  “Gli Stati membri ci dicono che daranno quanto necessario in termini di risorse perché il Fondo Monetario sia pienamente equipaggiato in caso di crisi”

“L’Italia ha deciso da sola, di sua iniziativa, di chiedere al Fondo di monitorare l’applicazione degli impegni presi”, ha detto il presidente della Commissione europea Jose Manuel Barroso. “E’ la dimostrazione di quanto sia importante per il paese e per l’intera zona euro la realizzazione delle riforme italiane”.

Quanto dice Barroso potrebbe essere vero, ma l’accettazione del monitoraggio del Fmi rappresenta anche una sconfitta politica del Cavaliere che per anni ha promesso di rilanciare l’economia italiana.

Nella conferenza stampa tenuta al termine del G20, Berlusconi ha respinto però con tono definitivo l’ipotesi di dover lasciare palazzo Chigi e ha accolto con favore la sorveglianza rafforzata del Fondo smentendo che si tratti di un commissariamento.

“Non c’e’ una limitazione della sovranita’ nazionale”, ha detto.

Un alto funzionario europeo che ha lavorato a stretto contatto con il presidente del Consiglio negli ultimi mesi ha detto che la pazienza e’ finita e che la parola di Berlusconi in Europa non basta piu’.

Berlusconi potrebbe anche rimanere ancora per un po’ al potere, ma e’ improbabile che possa continuare a ignorare gli obblighi europei, osservano fonti europee.

“E’ del tutto consapevole della serieta’ della situazione. Se non lo era all’inizio, lo e’ adesso”.

Ed è forse l’unico risultato rassicurante di un vertice che, per il resto, si è discostato poco dalle decisioni già prese nei mesi scorsi.

Angela Scalisi

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