I Pirati della “Crisi” affondano il galeone “Europa”


Quando si parla di Pirati della crisi, ci si riferisce a quegli strani meccanismi che si innescano in un contesto globale e che conducono inevitabilmente ai problemi politico-economici su macroscala. Nei giorni scorsi, tutti i maggiori quotidiani italiani, hanno evidenziato che la BCE ha acquistato titoli di stato italiani abbassando lo spread con quelli decennali tedeschi a 290 punti base, tentativo peraltro fallito secondo le recenti vicende economiche che mostrano un nuovo spread attuale di 400 punti base. Eppure l’Italia ha tentato di attuare tutte quelle misure anticrisi necessarie ma, nel dubbio, la domanda che mi viene in mente sovente è se realmente sono state applicate o se è rimasto tutto nascosto negli angoli della dialettica estiva. Eppure la recessione globale esiste, a testimonianza del fatto che l’FMI (Fondo Monetario Internazionale), annuncia che è in corso un’operazione di revisione degli strumenti di finanziamento a sua disposizione per aiutare di più chi ne avrà bisogno. Dunque non più solo una BCE che aiuta gli stati membri, ma un FMI che aiuta l’Europa, a riprova del fatto che anche gli Stati più forti (Francia e Germania) in realtà si trovano in una condizione di reale disagio. Allora vorrei a questo punto sollevare un problema che nasce un po’ da una informazione sempre più incompleta, dall’altro dalla poca chiarezza confluente in un fiume di interessi invisibili. Se tutto il mondo è in difficoltà, se tutti hanno un debito pubblico elevato (USA compresi, che nei mesi scorsi hanno subito un declassamento dall’agenzia di rating Standard and Poor), se tutti gli stati hanno problemi di speculazione internazionale (Italia compresa), allora mi chiedo chi siano i protagonisti della scena (gli speculatori) e da dove provengono, da dove viene il denaro che va a riempire le casse dei diversi fondi (FMI compreso) e sulla base di cosa si sceglie quale stato aiutare o meno. TUTTI i quotidiani principali danno per scontato che gli interrogativi precedenti siano chiari alla maggioranza delle persone quando invece non lo sono proprio. A tal fine si riporta brevemente quanto asserito da Suor Giuliana, vice presidente della compagnia San Paolo, principale azionista del gruppo Intesa S. Paolo: “Ebbene – osserva – quando si cerca di ascoltare i diversi attori sulla scena, si fa una gran fatica a capire chi dice che cosa». Lascia piuttosto sorpresi, per esempio, il fatto che «gli speculatori non abbiamo mai un nome e un cognome. Ma è davvero così impossibile capire chi muove sui mercati? E come mai – si chiede suor Giuliana – nessuno cerca di capire per conto di chi si muovono questi speculatori, quali sono i veri obiettivi, chi ci guadagna da tutto ciò. E quanto ci guadagna. A perdere, invece, alla fine sono sempre gli stessi». «Per questo dico: chi può fermi gli speculatori». La crisi non morde per fortuna come ai tempi di guerra ma certo il momento «è molto serio»”. Quindi tante domande e poche risposte, tante parole e pochi fatti, poca azione in direzione Bene Comune.

Giovanni Nicolosi

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