Randagismo una piaga costante del nostro Hinterland.


Il numero sembra esponenzialmente diminuito, ma le  possibilità in percentuale  di trovarsi di fronte ad un cane randagio di media stazza, o addirittura ad un nutrito branco,  non sono certo bassissime . Due casi in pochi mesi di donne che sono state azzannate, ma  i giornali non hanno riportato la notizia , solo piccoli trafiletti da due righe , nulla più : ovviamente “il morto non c’è scappato” , perchè dedicarsi a questa tematica?

Come chiave interpretativa , senza troppi salti pindarici, l’accostamento ai cani randagi , in letturatura come nella trasposizione della realtà attuale, è da affiancare alle situazioni di degrado. 

Catania centro, giugno : attoniti e forse anche un pò sgomenti studenti e  turisti ( nostra risorsa fondamentale a livello economico e di rivalsa culturale ) , si ritrovavano ad assistere alla “sfruttamento” da parte di alcuni esemplari di “canis lupus familiaris” di Piazza Università che credendosi in un bioma , come tale si comportavano defecavano tra le aiuole,  “si accoppiavano su pubblica piazza” e attorniavano i bar in cerca di cibo.

Periferia di Catania, settembre : una ragazza viene aggredita da un branco di cani ma per una circostanza “fortunata” , l’apertura di un portone di un abitazione privata , riesce a non riportare ferite gravi, solo qualche graffio. E se quella porta non si fosse aperta?

Nicolosi – Ragalna,prima domenica di Novembre  : Otto cani randagi aggrediscono una turista appena uscita dallo chalet in affitto in cui alloggiava per godersi le bellezza del nostro vulcano Etna  durante il week end , insieme al marito e alcuni amici . Nonostante le numerose ferite su tutto il corpo, grazie ad un intervento tempistivo di un amico che si trovava poco distante da lei è riuscita a trascinarsi dentro . Tempestivo e fondamentale  l’arrivo dei soccorsi, l’eliccottero del 118, che l’ha trapsortata presso l’Ospedale Cannizzaro.  La donna non è in fin di vita ma è stata sottoposta ad un intervento chirurgico d’urgenza per la ricostruzione del polpaccio ed è stata giudicata guaribile in un mese.  L’ENPA ( l’ente nazionale per la protezione degli animali ) , che venuto a consocenza dello spiacevole episodio,  rilascia il seguente comunicato di vicinanza alla donna : “dispiacere per l’infelice esperienza vissuta ” ma sottolinea che la responsabilità dell’accaduto “é di chi non rispetta le Leggi in materia di animali e randagismo, che specificano chiaramente che i cani non devono essere tolti dal loro ambiente per nessun motivo. E invece qui in Sicilia e soprattutto nel Catanese i cani vengono ammassati nelle campagne e in montagna senza criterio, senza sterilizzazioni senza nessuna cognizione scientifica. “

Il fenomeno del randagismo , che sembra ormai far parte del C.V della nostra provincia, comporta numerosi problemi di sicurezza e  di igiene pubblica; questo fenomeno è controllato da istituzioni preposte e normative che grantiscono ordine a tal proposito la legge italiana è la numero 281/91 . Secondo l’articolo 4 di questa legge , riporto qui di seguito , le competenze dei comuni : 1. I comuni, singoli o associati, e le comunità montane provvedono al risanamento dei canili comunali esistenti e costruiscono rifugi per i cani nel rispetto dei criteri stabiliti con legge regionale e avvalendosi dei contributi destinati a tale finalità dalla regione. 2. I servizi comunali e i servizi veterinari delle unità sanitarie locali si attengono, nel trattamento degli animali, alle disposizioni di cui all’articolo 2

Articolo 2 Trattamento dei cani e di altri animali di affezione  : 1. Il controllo della popolazione dei cani e dei gatti mediante la limitazione della nascite viene effettuato, tenuto conto del progresso scientifico, presso i servizi veterinari delle unità sanitarie locali. I proprietari o detentori possono ricorrere a proprie spese agli ambulatori veterinari autorizzati delle società cinofile, delle societa’ protettrici degli animali e di privati.
2. I cani vaganti ritrovati, catturati o comunque ricoverati presso le strutture di cui al comma 1 dell’articolo 4, non possono essere soppressi.
3. I cani catturati o comunque provenienti dalle strutture di cui al comma 1 dell’articolo 4, non possono essere destinati alla sperimentazione.
4. I cani vaganti catturati, regolarmente tatuati, sono restituiti al proprietario o al detentore.
5. I cani vaganti non tatuati catturati, nonche’ i cani presso le strutture di cui al comma 1 dell’articolo 4 devono essere tatuati; se non reclamati entro il termine di sessanta giorni possono essere ceduti a privati che diano garanzie di buon trattamento o ad associazioni protezioniste, previo trattamento profilattico contro la rabbia, l’echinococcosi e altre malattie trasmissibili.
6. I cani ricoverati nelle strutture di cui al comma 1 dell’articolo 4, fatto salvo quanto previsto dagli articoli 86, 87 e 91 del regolamento di polizia veterinaria approvato con decreto del Presidente della Repubblica 8 febbraio 1954, n. 320, e successive modificazioni, possono essere soppressi in modo esclusivamente eutanasico, ad opera di medici veterinari soltanto se gravemente malati, incurabili o di comprovata pericolosità. 

A Catania, con questi provvedimenti , riusciremo in quest’ardua impresa?

Alessia Aleo

 

 

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