LIGABUE: Premio Tenco 2011


Sabato 12 novembre, dopo la mezzanotte, il palco dell’Ariston si trasforma in San Siro. E’ Luciano Ligabue che permette di catapultarci dal teatro all’arena grazie alla sua voce e soprattutto alla sua musica inconfondibile.

Grande attesa da parte del pubblico per  l’ultimo in scaletta ; del resto, si sa , dulcis in fundo ed ecco il vincitore della 36esima edizione della Rassegna della Canzone d’Autore. Il Premio Tenco è stato assegnato proprio a lui , un premio che Luciano conosce bene e che ha già ricevuto per ben altre due volte. Nel 1996 per “Certe Notti” come miglior canzone dell’anno, una di quelle canzoni su cui c’è poco da dire o da scrivere e che non si può neppure spiegare, che comunque rispecchia pienamente l’arte , lo stile e la poetica del suo artefice. Nel 2000 per “Ho ancora la forza” un inedito in duetto con il suo caro amico Francesco Guccini dalla carica travolgente, condito da quel pizzico di ironia che permette ,a chi la ascolta, di trovarla davvero quella forza.

Questa volta il prestigioso riconoscimento va al suo ultimo album, o meglio al cd della versione acustica di “Arrivederci, Mostro!” e il comitato esecutivo spiega così la motivazione al conseguimento del premio da parte del Club Tenco: <<…Per essere riuscito a portare avanti una carriera di qualità e di successo , raccontando con nitidezza un mondo espressivo molto personale. Ha saputo inoltre sposare una grande attenzione ai testi con un impatto rock che non ha rinunciato ad una notevole vena acustica come testimonia la sorprendente versione dell’album Arrivederci, Mostro! >>. E’ importante sottolineare tra l’altro che il rocker emiliano ha interamente prodotto le canzoni che fanno parte del cd, riarrangiando tutte le traccie in questa versione acustica e suonando lui stesso tutti gli strumenti, con lo scopo di permettere di ascoltare “meglio” i testi.

Ed eccolo lì con quella chitarra d’oro in miniatura in mano , simbolo che lo etichetta come uno tra gli artisti “che producono cultura nel nostro paese” e che intende sottolineare il percorso artistico del cantautore arrivato nel cuore di milioni di persone. Così Luciano dedica 30 minuti di musica su quel palco, accompagnato da Nicolò Bossini alle chitarre e da Luciano Luisi alle tastiere e pianoforte, ed uno tra i pezzi che esegue è “Quando mi vieni a prendere? (Dendermonde 23/01/09)”. Uno dei 12 brani del disco che può definirsi dal tema “impegnato” e profondamente sentito da Ligabue che confessa essere un pezzo ,per lui e per il pubblico, che non sempre si sarà in grado di ascoltare, dovendo saltare con un clic la traccia. <<Meno di due anni fa in una cittadina a 30 km da Bruxelles un ragazzo di 20 anni si è truccato da Jocker, è entrato in un asilo nido e ci è entrato , si dice, con un coltello con una lama di 30 cm, e con quell’ “utensile” ha ucciso due bambini, una donna e ne ha feriti altri dodici>> così anticipa sul palco dell’Ariston le prime note del brano. Inoltre espone in tutta la sua umanità di padre che quell’episodio gli ha permesso prima di tutto di pensare ad una terribile realtà ovvero pensare a quante vite cambiavano e sarebbero cambiate in quel preciso momento. E non si riferisce soltanto alle vittime, ma anche alle vite di quei bambini che semplicemente erano lì ed hanno assistito a quelle scene improponibili per quei piccoli occhi. Ma il secondo fattore , che lo ha letteralmente agghiacciato non meno della tragedia in se, è stata la non presenza tra i fatti della cronaca di quell’episodio : << Io l’ho letta su internet , è rimasta li un pomeriggio e non credo sia finita neanche su carta stampata e ho avuto il bisogno di scriverci una canzone…>>. La canzone nasce da questo suo bisogno personale di espressione, una canzone in cui una volta tanto ha derogato da una regola che si è sempre prefisso , quella del “parla per te” cioè di parlare in prima persona ed impersonando nessun’altro che se stesso. “Quando mi vieni a prendere?” è il punto di vista di uno di quei bambini immaginato da Ligabue presente quel 23 gennaio del 2009.

Le parole del testo in una perfetta simbiosi con la musica con un crescendo di intensità permettono l’auto-identificazione e ci fanno sentire partecipi di tutto quel dolore, Luciano riesce perfettamente a dare voce alle paure del “suo” bambino che si interroga sul perché di questa “punizione” ,chiedendo tra se e se scusa alla mamma e sperando che possa arrivare presto. “L’uomo nero” ,del quale l’immagine forse non potrà mai più essere cancellata da quelle menti, utilizzato da mamme maestre come elemento inibitorio, è adesso concretizzato ed è li “perché forse ci vuol mangiare, non vedo la forchetta ma il coltello può bastare”. Con questo brano riesce a far commuovere tutti , ed anche a far cadere giù una lacrima, si scende di ritmo ma si va su in alto con le emozioni.

Infine per i veri fan del Liga … Il 22 novembre escirà il triplo cd “Ligabue-Campovolo 2.011” album live che contiene tre inediti (“M’abituerò”, “Sotto bombardamento” e “Ora e allora”) mentre il 7 dicembre il Film 3D al cinema “A volte le magie succedono” che proietta lo spettatore all’interno della trascinante esperienza dell’evento estivo di Luciano del 16 luglio a Reggio Emilia arricchito dalla parte docufilm che svela invece un inedito Luciano Ligabue ed un sogno nato vent’anni prima.

Eleonora Mirabile

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