Quando nel 1958 Chuck Berry compose “Johnny B. Goode” non poteva immaginare che, oltre a cambiare il volto e l’orecchio della musica internazionale, avrebbe dato un vero e proprio inno alla lotta al morbo di Parkinson! Per un tale onore deve ringraziare uno degli attori più amati degli anni 80 e 90: Michael J. Fox. L’attore, di origine canadese, divenuto un idolo cinematografico per lo strepitoso personaggio della saga “Ritorno al futuro” (regia Robert Zemeckis, produzione Steven Spieldberg), Marty McFly, ha calcato per la prima volta le scene di un set, nell’ormai lontano 1980, nel film Follia di mezzanotte ed ha raccolto i primi lunghi applausi per il debutto televisivo nella sitcom Casa Keaton, come protagonista indiscusso della serie tv. Negli anni il suo talento viene confermato con i grandi successi Voglia di vincere e soprattutto Il segreto del mio successo e Vittime di guerra che ha come coprotagonista il grande Sean Penn. Nel 1991 gli viene diagnostica quella che meno sovente viene chiamata malattia idiopatica di Parkinson in forma grave. Egli continua il suo lavoro di attore con la stessa passione e caparbietà di un tempo e solo nel 1998 decide di rivelare al pubblico la verità sulla sua debilitante malattia che da li a pochi anni lo avrebbe costretto a lasciare le sue amate scene se non per apparire in qualche simpatico cammeo dove, spesso e volentieri, interpreta se stesso. Gli ultimi premi tributatigli per le sue performance televisive sono i 3 Golden Globe ed un Emmy Awards per l’interpretazione del protagonista della fortunatissima serie tv Spin City: Mike Flaherty. Gli anni della malattia non scoraggiano Michael che crea la sua Michael J. Fox Foundation for Parkinson’s Reserch,impegnata nella raccolta fondi a favore della ricerca sulle cellule staminali. Essa rappresenta la più grande fondazione no profit, a livello mondiale, per la ricerca dedicata ad una sola malattia e questo novembre, in occasione dell’annuale serata di raccolta fondi, Michael ha rimesso, per una sera soltanto, gli abiti di Marty McFly, abbracciando una della chitarre più famose al mondo: la Gibson 1963 ES-345TD, usata anche dal mitico ed inimitabile Chuck Berry che, secondo la finzione filmica, avrebbe carpito il ritmo rock della sua Johnny B. Goode ascoltando al telefono l’esibizione di un ragazzino sconosciuto sul palco di una scuola americana degli anni 50; è il caso di dire che doveva sembrargli un sound proveniente dal futuro! Il neo 50enne Fox ha tenuto perfettamente il ritmo del brano, sul palco del Waldfor-Astoria di New York, avendo imparato, negli anni, a suonare egregiamente la chitarra elettrica. Alla serata hanno preso parte tantissimi amici vip dell’attore naturalizzato statunitense che ha intitolato simpaticamente l’avvenimento: “A Funny Thingh Happened on the Way to Cure Parkinson’s”.
Il morbo di Parkinson è una malattia dovuta alla degenerazione cronica e progressiva dell’apparato nervoso che forma il sistema extrapiramidale. In particolare va a colpire una zona ben precisa del mesencefalo, detta volgarmente sostanza nera, in cui viene prodotta la dopamina, un neurotrasmettitore in grado di facilitare i movimenti umani andandosi a depositare sui recettori presenti nei nuclei striati. Il morbo ha delle caratteristiche ben precise che lo inscrivono in un quadro clinico ben delineato; e tuttavia, a volte, può anche essere confuso con altre malattie del sistema nervoso. Gli elementi distintivi di cui parliamo sono: bradicinesia, ovvero la riduzione della mobilità autonoma e volontaria dell’individuo; rigidità di tipo plastico ed asimmetrica, a causa della quale si ha la sensazione di applicare dei movimenti lenti ad un oggetto malleabile; tremore a riposo, che si manifesta col rapido movimento, nella fase iniziale della malattia, delle dita, per cui si da la tipica impressione di “contare le monete”. Non omettiamo inoltre di ricordare che il soggetto affetto da tale morbo acquisisce una postura del tutto innaturale definita camptocormico; se poi completiamo i caratteri patologici col disturbo della parola e la perdita della grafia nello scrivere si capisce bene perché essa sia considerata una malattia grave e degenerativa. Le cause dell’insorgenza del’affezione possono essere molteplici ma non si hanno dati certi a tal proposito. Si sa che l’aspetto genetico non è fondamentale, se non nel senso che ci possono essere degli individui più propensi di altri ad ammalarsi. Non si tratta certo di un carattere genetico di sicura trasmissione ereditaria. Rileviamo, anche, che le cause vengono talvolta addebitate, con le precauzioni necessarie in relazione a una tesi non ancora provata, alla tossicità dell’ambiente. L’avvento del morbo di Parkinson vien fatto risalire al 1800, anni in cui la rivoluzione industriale ha cambiato la faccia dell’Europa ed ha immesso nell’atmosfera le prime sostanze nocive. È per tale motivo che le zone rurali sono spesso luoghi in cui la percentuale di malati aumenta, e la presenza di sostanze chimiche, come la tossina MPTP derivante dai pesticidi, nell’aria accentua questo dato. I sintomi del morbo non compaiono immediatamente ma soltanto quando la percentuale di cellule nervose dopaminergiche scende del 20-30%. Gli aspetti peculiari di questa che è una delle prime malattie moderne sono molteplici ed invitiamo tutti a registrarne il più possibile, ad esempio visitando il più importante sito internet italiano in questione: www.parkinson.it, dove potrete trovare tutte le ultime notizie relative al caso trattato, le cure proposte, quelle utilizzate, che sono svariate, i forum in cui scambiarsi le opinioni, i link delle fondazioni no profit, e tanto altro. Non mancano le raccolte fondi, continue ed indispensabili per sconfiggere la malattia con la ricerca e la perseveranza, la stessa che Michael J. Fox ha riversato nella sua fondazione. Se dopo aver letto questo breve articolo avrete voglia di ascoltare qualcosa che abbia raffinatezza ritmica, assoli con double-stop, note tirate e note tenute per una battuta intera, se, insomma, avete voglia di ascoltare Rock and Roll, allora ascoltate Johnny B. Goode e ricordatevi di questo momento!
Paolo Licciardello







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