Le celebrity Uma Thurman, Kate Winslet, Jennifer Lopez , Renèe Zellweger hanno tutte un punto in comune : almeno un paio di Jimmy Choo all’interno del loro armadio.
La maison però si trova in un punto di svolta, cruciale : Tamara Mellon , co – fondatrice del marchio, la prima a credere nelle potenzialità del designer maleysiano da cui prende il nome il brand , ha fficialmente venduto la sua ultima quota .
Jimmy Choo celebra il suo “pousser” con l’inno alla celebrazione dei quindici anni di stile in divenire, con l’ormai prossima uscita del libro “Jimmy Choo XV” . A ppena cinque giorni prima delle sue dimissioni Tamara Mellon aveva vinto il premio di Harper’s Bazaar comeBusinesswoman of the Year (anche se aveva mandato Elle MacPherson al posto suo a ritirare).
La donna dai mille ruoli : redattrice, stilista, imprenditrice , direttrice di Vogue Uk e madre che è riuscita a toccare l’olimpo pour tout ce qu’il a touché. Abbandona l’impero che ha creato con la soddisfazione che il valore stimato è di 600 milioni. Le marque da lei fondato nel 1996 grazie alla sua perseveranza , lungimiranza, determinazione è riuscito a diventare uno dei capisaldi della luxury factory , il sogno di ogni donna . Jimmy Choo , designer preferito dalla principessa del Galles, in pochi anni inizia la sua scalata verso il succeso. Nel 1988 Vogue Uk dedica un servizio di ben otto pagine sulle sue innovative creazioni : diventa cosi uno dei fashion designer più popolari e quotati al mondo . E dall’incontro, per l’appunto con Tamara Mellon, nel 1996 nasce l’ormai celebberrima maison. Lo sposalizio fra Gran Bretagna e Penang , fra genio e creatività , forza di volontà e originalità diventano da subito il motore immobile per l’evoluzione dell’ histoire ,il gruppo, in brevissimo tempo, cresce e apre più di 100 boutiques nel mondo : Jimmy Choo diventa ormai una realtà stabile, consolidata , una voce forte nel mondo dell’ haute couture . Ma nell’aprile del 2001 Choo decide di vendere la sua percentuale del 50 % , stimata dieci milioni di dollari , cercando di concentrarsi eslusivamente alla linea Jimmy Choo Couture, restringendo il suo giro d’affari , vox populi hanno sempre fomentato l’impossibilità del designer di sostenere lo stress e la pressione del grande colosso che aveva fra le mani . Dieci anni dopo anche la Mellon vende , secondo i giornali britannici infatti, la transizione finale di vendita sembra ormai conclusa . Il gruppo Labelux, il cui portafoglio comprende anche Zagliani, marchio italiano noto per le borse in pelli preziose, Belstaff, storica azienda d’abbigliamento fondata nel’24 a Longton, la cui popolarità per certi versi contaggiò Lawrence d’Arabia negli anni del suo ritorno in Inghilterra, Ernesto Che Guevara e Arthur Miller, la svizzera Bally , con scarpe e accessori in pelle, quote di maggioranza nei gioielli di Solange Azagury Patridge di Londra e del marchio newyorkese Derek Lam . Ultima new entry : Jimmy Choo .
Dopo questo step azionario, all’interno del marchio non cambierà probabilmente nulla , anzi continuerà nella sua parobala ascendente, previsto infatti l’ampliamento della sezione accessori femmini, che oggi conta anche differenti partnership con marchi sportivi e di casual wear e l’introduzione di una linea di calzature maschili. Non ci resta che aspettare le prossime passerelle di febbraio , per vedere la concretizzazione delle nuove idee nel ” view of the runways” .
Cosa farà Tamara Mellon alla fine di questo capitolo? Numerose le ipotesi , ma le più gettonate sono quelle che la vedono come madre full time oppure nuovamente nel business , cercando di ripetere nuovamente il progetto ambizioso simil Jimmy Choo , parentesi fashion top secret che si rifarebbe , per l’appunto , all’esperimento advancement come un moderno Pigmalione.
Alessia Aleo









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