In occasione del 63^ anniversario della produzione del film “La Terra Trema” di Luchino Visconti, il Comune di Acicastello , lunedì 21 Novembre alle ore 20.00 , ha munito di proiettore e grande schermo l’aula consiliare “Michele Toscano” del Palazzo Municipale per la proiezione del lungometraggio organizzata dal Sindaco Filippo Drago e dal Presidente del Consiglio Comunale Salvo Danubio. L’iniziativa (aperta al pubblico) la prima di una lunga serie prevista per la fine di questo mese , ideata per la ricorrenza, ha voluto sottolineare l’importanza di un capolavoro, divenuto patrimonio culturale , punta estrema , sublimazione e superamento insieme del neorealismo, il quale ha reso celebre ed ha permesso di conoscere il nostro territorio al mondo intero. Alla proiezione hanno partecipato alcune figure d’eccezione tra cui alcuni degli attori che hanno preso parte alle riprese del film come le sorelle Agnese e Nellina Giammona (rispettivamente nei ruoli di Lucia e Mara) ed il sig. Antonino Micale (nel ruolo di Vanni) ; l’Assessore Grimaldi , il Vice Segretario Comunale , Padre Giovanni Parroco della Parrocchia di Aci Trezza, il Presidente dell’ Associazione “Deo Juvant” Sebastiano Fichera , il quale ha curato la proiezione del film; e molti dipendenti che hanno voluto rivedere il film abbandonandosi all’instancabile piacere del bianco e nero ed al sapore della nostra terra.
Il film , vincitore al festival di Venezia del premio internazionale per valori stilistici e corali nel 1948 , si inscrive nel panorama nazionale cinematografico degli anni che vanno dal 1945 al 1952 , e più precisamente nel perfetto clima neorealista, il quale si caratterizza dunque per la sua forte impronta realistica nella narrazione filmica e si propone come taglio netto con la produzione italiana dei “telefoni bianchi” dell’epoca fascista , dominata da commedie, melodrammi e film in costume con lo scopo di essere un cinema d’evasione. Il neorealismo risponde all’esigenza del momento: cogliere l’umanità nella sua essenza più reale (emergono così realtà mai decantate prima come quella rurale e proletaria, al centro della storia e dell’Italia stessa). Quello del dopoguerra e di cineasti come Roberto Rossellini, Vittorio De Sica, Luchino Visconti, Giuseppe De Santis , che lo consolidano stilisticamente, è un cinema povero ma tuttavia altamente sofisticato.
La “Terra Trema” , rispecchiando pienamente gli ideali e la corrente dell’epoca , porta notevoli elementi che possono essere considerati in un certo senso rivoluzionari nell’ambito cinematografico e innovativi per quanto riguarda il soggetto originale ed i temi rappresentati sul grande schermo. E’ la storia di una famiglia di pescatori che invade la scena per i 150 minuti del lungometraggio, con la loro vita quotidiana ed il loro umile lavoro. Di matrice assolutamente letteraria, Luchino Visconti trae spunto per la sua trama dal celebre romanzo di Giovanni Verga “I Malavoglia” , rendendo attuale quella piccola realtà siciliana narrata in un’opera che , già nel 1881 , doveva sembrare “essersi fatta da se” per mano invisibile dell’autore: era forse destino che la poetica del neorealismo incontrasse il verismo di Verga.
L’aristocratico regista cerca , attraverso la macchina da presa , di purificare le colpe della sua appartenenza di classe con l’impegno sociale dell’arte. Il progetto originario nasce , come si può vedere dal sottotitolo , dall’idea di un “trittico della miseria” mai realizzato: “Episodio del Mare” , “Episodio della Zolfara”, “Episodio della Terra” , documentari commissionati dal Partito Comunista Italiano , con obiettivi propagandistici, in cui si sarebbe dovuto porre l’accento sulle condizioni di lavoro di pescatori, zolfari e contadini. Ma probabilmente per l’ ”Episodio del mare”, che esisteva già nella mente dell’autore, Visconti trova la sua ispirazione grazie ad una vecchia cartolina di Acitrezza regalatagli da Mario Puccini (il quale a sua volta era stato amico di Verga) e come egli stesso dichiara <<Dal paesaggio di quella cartolina mi venne più tardi la voglia della ‘Terra Trema’>>. Elemento che quindi caratterizza la veridicità dell’opera è l’ambientazione in uno scenario naturale quale “Trezza”, e non più scenografie ricreate artificialmente all’interno di studi cinematografici. Insieme a questo, contribuisce a rendere realista il film l’utilizzo di uno strumento mai prima di allora impiegato nella storia del cinema: il dialetto. La scelta della lingua è ponderata e si rivela fondamentale ai fini della realizzazione del film, una commistione tra l’alta cultura di Visconti, suggestione verghiana ed espressività popolare. Un dialetto siciliano arcaico che egli considera “il più vigoroso e tragico d’Italia” carico del significato della divisione etnico-linguistica tra Sicilia , abbandonata a se stessa, e resto d’Italia ; divario e arretratezza dell’isola che mantiene comunque il suo fascino. “Il riflesso più vero della vita italiana” , come l’autore stesso lo definisce, assicura infatti alla rappresentazione filmica autenticità sia sul piano della fascinazione emotiva che su quello della drammatizzazione, garantendo l’osmosi essenziale tra personaggio ed ambiente.
Questa caratteristica differenzia l’opera viscontiana dalla fonte letteraria prestandosi ad una visione meno pessimistica del mondo. Se ne “Il ciclo dei vinti” Verga dimostra come non sia possibile aspirare ad un’ascesa sociale dove su tutto vige “l’ideale dell’ostrica”, Visconti denuncia lo sfruttamento dei capitalisti sui proletari sottolineando sempre che la divisione di classe non è una legge naturale, fissa ed immutabile, ma può essere soggetta al cambiamento con una lotta, “la lotta di classe”, sotto la quale la terra appunto “trema”.
“La storia che il film racconta è la stessa che nel mondo si rinnova da anni, in tutti quei paesi dove uomini sfruttano altri uomini”…questo l’incipit didascalico de “La Terra Trema” che pone al centro della narrazione la storia e le vicende della famiglia Valastro colpita da una serie di eventi che si riveleranno fatali per gli esiti dell’intreccio narrativo ,quali la ribellione ai grossisti del giovane ‘Ntoni con relativa incarcerazione, l’ipoteca sulla casa , la tempesta e la disastrosa perdita dell’unica loro fonte di sostentamento ,la “provvidenza”, causata da un nubifragio in quel mare definito amaro. Le ripetute sconfitte e l’ineluttabilità del destino dei protagonisti vengono silenziosamente compatiti dalla compartecipazione del paesaggio attraverso il suo linguaggio muto; a tal proposito molte scene si prolungano senza dialoghi ,prediligendo panoramiche dettate a porre l’accento sul dolore della sconfitta, sulla stanchezza del lavoro, sulla frustrazione dell’affidarsi alla casualità della Natura, madre potente ed incontrollabile.
La magistrale regia di Visconti, aiutato da Francesco Rosi e Franco Zeffirelli , senza una sceneggiatura prestabilita , realizza le scene , le inquadrature, le battute dei personaggi giorno per giorno impiegando degli attori rigorosamente non professionisti , così primitivi da essere riuscito a creare quell’iconografia neorealista dei personaggi verghiani che per tanti anni ha influenzato il modo di immaginare le persone che popolavano la casa del nespolo. Degno di nota l’episodio in cui l’autore si arrabbiò con una delle sorelle Giammona poiché si era lavata i capelli quando invece secondo sua esplicita volontà avrebbe dovuto dimostrare di ignorare la civiltà dello shampoo e del sapone. Quelle erano le esigenze del neorealismo per descrivere al meglio la povertà selvaggia di Trezza , angolo di mondo trascurato dalla storia.
L’ Amministrazione Comunale vuole continuare a ricordare Luchino Visconti con altre iniziative:
Oggi 26 Novembre alle ore 16. 00 presso Villa Fortuna ad Aci Trezza ci sarà l’ inaugurazione della mostra fotografica “ Aci Trezza ieri, oggi domani” di Francesco Maugeri, Rossella Sturiale, Francesco Girone e Alessandro Palumbo.
Il 27 Novembre alle ore 10.00 il Sig Sindaco aprirà la manifestazione incontrando il grande attore catanese Pippo Patavina.
Alle ore 11.00 ci sarà una visita al Bastioncello antica rocca del 1672.
Alle ore 12.00 l’ aperitivo Verghiano alla casa del Nespolo.
Alle ore 12.45 sarà consegnata all’ attore Pippo Pattavina un’opera dell’ artista Salvo Coglitori.
Alle ore 16.00 presso l’ oratorio della Parrocchia ci sarà la proiezione del video “Approdi di Ulisse”.
Alle ore 17.30 nella scalinata della Casa del Nespolo ci sarà l’ esibizione musicale dell’ artista Guy.
Eleonora Mirabile








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