La Roma fatica e l’Udinese coglie l’attimo


Il venerdi sera c’è chi esce e c’è chi rimane a casa, alcuni per riposarsi dopo le fatiche di una settimana che volge al termine, altri per colpa della crisi economica che svuota il portafogli prima ancora di essere arrivati al sabato sera, altri ancora per una semplice noia congenita mista ad apatia e voglia di non vedere nessuno. I più fortunati di quest’ultimo gruppo, amanti dello sport, in possesso di un certo abbonamento satellitare o via cavo, si ritrovano sul divano più comodo del mondo a vedersi il primo incontro della 13a giornata di Serie A tra Udinese e Roma. Al Friuli il freddo si fa sentire ed i giocatori si coprono in panchina per tenere caldi i muscoli. Tra le due squadre lo studio reciproco iniziale dura poco, entrambe hanno un forte desiderio di vittoria ed entrambe mordono sul pallone coi tacchetti degli scarpini, il match sembra essere avvincente e ci si aspetta un sussulto da un momento all’altro, ma l’attesa è vana. Si avverte uno stallo nel gioco, le difese reggono bene e malgrado i palloni persi da entrambe le squadre a centrocampo a causa del gioco ultraveloce, dei tentativi di verticalizzazione della Roma con passaggi ad un tocco, e quelli dell’Udinese di cambiare gioco da una parte all’altra del campo, non si annotano particolari occasioni da rete nel primo tempo. La storia cambia poco nella seconda frazione di gioco, ma ad Udine nessuno vuole uscire sconfitto, di conseguenza le maglie si allargano e gli attaccanti trovano qualche piccolo spazio per arrivare davanti al portiere. Osvaldo e Pjanic impattano col solito invalicabile “vallo di Handanovic”, Di Natale, Armero ed Isla vedono infrangersi i loro sogni di gloria contro Stekelemburg, considerato ormai uno dei portieri più forti d’Europa. Il cambio di rotta della partita avviene quando il padrone di casa, Di Natale, imbeccato da un compagno, sguscia via all’impalato Kjaer il quale, nell’inutile tentativo di scattare per riprendere il bianconero, si infortuna alla coscia sinistra; un giocatore dopo 80 minuti di partita infuocata difficilmente avverte un fastidio fisico del genere, ciò vuol dire che le gambe di Kjaer risentono troppo dello stress del periodo. Totò invece, al 79’, vola sull’erba di casa sua ed insacca facilmente alle spalle del portierone giallorosso dopo un controllo non preciso della sfera. Dieci minuti più tardi, proprio durante la fievole riscossa romanista, successivamente ad un tentativo di pressing alto di Osvaldo, Lamela e Bojan, ecco colpire il contropiede di Armero ed Isla che affonda la barca di Luis Enrique. Rimarchevoli sono state le prestazioni dei componenti della difesa friulana: Basta è cresciuto parecchio nelle ultime due stagioni ed è superlativo nel fermare ogni azione sulla sua fascia, Danilo e Benatia giganteggiano su ogni pallone che arriva in prossimità dell’aria di rigore. Nell’altra metà campo Juan è il grande giocatore che tutti conosciamo, ma non può sopperire a tutte le disattenzioni dei suoi compagni. Taddei fa poco, Bojan è un peperino in gabbia e Lamela fa vedere la tecnica di cui è dotato. Il risultato del gioco in attacco questa sera, però, è stato impalpabile e siamo sicuri che il gioco offensivo desiderato dall’allenatore spagnolo è ancora in incubatrice. Le colpe di alcuni rispecchiano i pregi di altri, così è d’obbligo complimentarsi, ancora una volta, con mister Guidolin, che tarpando le ali alla Roma, nel vero senso della parola, mantenendo molto alti i propri esterni difensivi ha bloccato le discese sulle fasce di José Angel e Taddei riducendo il potenziale offensivo degli giovani attaccanti romanisti. La corsa irrefrenabile dei centrocampisti Abdi ed Asamoah ha fatto il resto. Per la sesta volta, in questa stagione, tra le mura casalinghe, l’Udinese vince meritatamente e si porta momentaneamente in cima alla classifica.

Paolo Licciardello

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