Ministri e premier tornano a bordo di auto blu made in Italy


Dopo anni di vacche grasse per il mondo della politica italiana, con l’avvento del nuovo Governo Monti, sembra giunto in fine il momento di stringere la cinghia e di affrontare la crisi nel modo più sobrio possibile. Ecco allora che, come prima mossa, si tenta di dare una rinfrescata all’immagine del mondo politico nostrano. Rinfrescata fino ad un certo punto però. Il nuovo premier ha, infatti, stabilito che tutte le auto blu adoperate dalla casta dovranno essere italiane. Tornano, quindi, in garage le vetture straniere in uso in questi anni: si parla di Bmw, Audi e pure di Volvo. Al loro posto tornano le autoctone Fiat, Lancia e Alfa Romeo. Nulla di strano. Anzi, sarebbe pure una notizia del tutto positiva, se non fosse che le auto rivistesi in circolazione sono delle Fiat Croma della primissima serie, Alfa Romeo 166, e addirittura Lancia K e Dedra: vetture ormai fuori produzione da anni che pongono anche problemi in materia di sicurezza. Certo a disposizione di ministri e presidente ci sono anche Thesis e una Maserati Quattroporte blindata (mai adoperata dall’ex premier Berlusconi che è sempre rimasto fedele alla sua Audi A8, chissà forse perché la casa automobilistica tedesca è anche uno degli sponsor del suo Milan…). Ma dati i tempi di crisi e le recenti polemiche scatenate dall’acquisto da parte del Ministero della Difesa di ben altre 19 Maserati Quattroporte, Monti avrà deciso che fosse bene lasciarle a prendere polvere in garage. Un “nuovo” parco auto, quindi, a disposizione dei ministri e della presidenza del consiglio, che assomiglia molto più a un salone di auto d’epoca. Occorre, però, recuperare il terreno perduto in termini d’immagine. E allora ben vengano le care vecchie auto made in Italy. Anche se non basterà certo questa mossa propagandistica a far dimenticare ai contribuenti che, secondo le stime del Codacons, le auto blu costano ai cittadini italiani 4 miliardi di euro l’anno.

Aurora Circià

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