Cala il sipario su Ken Russell e il suo cinema degli ‘eccessi’.


Dopo 84 anni l’alto ingegno del talento visionario abbandona definitivamente le scene. O meglio le “sceneggiature”. Stroncato da una serie di ictus, Ken Russell si è spento nel sonno in un ospedale londinese , domenica 27 Novembre, al contrario del suo cinema superlativo e provocatorio che , dopo aver dato il via alla cinematografia più estrema, non potrà mai essere spento.

Henry Kenneth Alfred Russell (3 luglio 1927) , personaggio chiave del cinema inglese degli anni ’70 , divenne ben presto il più controverso regista britannico stravolgendo il mondo intero con i suoi film controversi e scabrosi. E proprio qui stava il genio di Russell. “Eccessivo” è forse uno dei termini che meglio si addice a lui ed alla sua filmografia. Egli non era fatto per il cinema commerciale, e lo dimostrò iniziando a proporre una serie di opere drammatiche e trasgressive che lo affermarono tra i più osannati autori internazionali del periodo. Il suo esordio sul grande schermo avviene nel 1964 con “French Dressing” e nel 1967 con “Il cervello da un miliardo di dollari” che si rivela un fallimento. E’ con “Donne in Amore” nel 1969 , tratto dal romanzo di David H. Lawrence, che riscuote l’ambito successo infrangendo i tabù di allora con grande scompiglio per l’argomento trattato: nell’Inghilterra degli anni venti mette in scena i sentimenti amorosi tra due sorelle ed i rispettivi uomini, ma al contempo anche l’attrazione reciproca tra i due uomini…intrecciando e creando un’unica storia d’amore e di passione.

Resta comunque “I Diavoli” il film più controverso. Presentato alla Mostra di Venezia, severamente criticato dal Vaticano, censurato in tutto il mondo e successivamente sequestrato, è la trasposizione, spinta e truculenta , dell’opera di Aldous Huxley. Film barocco, in una sorta di rivisitazione del Medioevo, una storia sull’orrore del potere che racconta di un prete libertino mandato al rogo perché accusato di stregoneria e di monache in preda a deliri mistico-sensuali.

Allo scandalo, seguono innovative regie liriche, tre biografie romanzate (fino alla falsificazione storica) di tre grandi compositori : “L’altra faccia dell’amore” (1970) su Ciaikovskij ; “La perdizione” (1974) su Gustav Mahler e “Lisztomania” ( 1975) su Franz Liszt.

Inoltre la prima rock-opera firmata dagli Who portata ai massimi successi dal regista britannico, è stata “Tommy” (1975) basata sull’omonimo album della band inglese, in cui trionfa la sua parte visionaria, anarchica e ribelle; interpretato anche da Jack Nicholson , Elthon John (come il “mago del flipper”) , Tina Turner (come la “la regina dell’acido”) ed Eric Clapton (come “sacerdote del culto di Marilyn Monroe”).

Tra le altre pellicole da annoverare, ricordiamo “Valentino” , omaggio alla star del cinema muto Rodolfo Valentino ed interpretato dall’eccelso ballerino Rudolf Nureyev ; “L’ultima Salomè” tratto da Oscar Wilde ; “Stati di allucinazione” dal romanzo di Paddy Chayefsky; il thriller sensuale “China blue” ; “Gothic” l’incubo-incontro fantastico e fantasmagorico di una notte vissuto in una villa sul lago di Ginevra da Mary Shelley e suo marito , Lord Byron e il dottor Polidori ,dal quale nascerà la storia di Frankenstein.

Considerato il “papà” di David Lynch , salutiamo Ken Russell ed il suo indecente, estremo, geniale, sovversivo, eccessivo, visionario, spettacolare cinema…le cui volontà espressive non si fermano davanti a niente.

Eleonora Mirabile

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