RE-CYCLE. Strategie per l’architettura, la città e il pianeta.


1 DICEMBRE 2011: al Maxxi (RM)una nuova mostra internazionale di oggetti riciclati esposti  nel museo progettato da Zaha Hadid; circa 80 opere tra disegni, modelli, progetti di architettura, urbanistica, paesaggio e due bellissime installazioni ‘site specific’ all’esterno dell’edificio. «RE-CYCLE. Strategie per l’architettura, la città e il pianeta», è curata da Pippo Ciorra e inserita nella sezione Architettura del Museo.

Maxxi , Museo internazionale delle arti del XXI secolo, rappresenta la cultura italiana (e non solo) storica e  contemporanea; passato e attualità si fondono, adottando di volta in volta le forme e i modi utili a sviluppare un percorso di conoscenza, ad analizzare le tendenze, modelli culturali e comportamenti sociali. I documenti comprendono tutte le fasi del progetto: dalle idee primordiali, alla messa su carta, alla realizzazione fisica dell’ oggetto, per concludere con l’ utilizzo ed il contesto in cui viene inserito.

In occasione dell’ apertura straordinaria, solo per domani, l’ ingresso sarà gratuito; il museo ospiterà la mostra fotografica «L’Italia in Europa – L’Europa in Italia. Storia dell’integrazione europea in 250 scatti», che in 250 fotografie ritrae i momenti salienti dell’integrazione europea dalla Guerra Fredda ad oggi.

Per quanto riguarda le installazioni all’ esterno troviamo il progetto Maloca dei designer brasiliani Fernando e Humberto Campana e il padiglione officina roma in materiale riciclato del collettivo tedesco Raumlaborberlin, entrambi  realizzati “live” nei giorni precedenti. L’ esposizione interna comprende invece sia progetti molto recenti, sia progetti storici per consolidare la testimonianza del riciclo come pratica insormontabile dell’ artista e del progettista. il plastico originale del progetto della High Line di New York, il disegno di Peter Eisenman per Cannaregio a Venezia, quelli di Superstudio sulla sopraelevazione del Colosseo. E poi il modello dei Tunnel di Trento, trasformato in museo da Elisabetta Terragni e le foto del progetto di James Corner che trasforma una discarica in parco, a Staten Island, New York. Tra i ricicli “più creativi”, la sezione Music on bones propone i dischi di Jimi Hendrix e altre rockstar incisi sulla lastra di un cranio fatturato o di una tibia nella Russia della Guerra Fredda.

Nella sala Carlo Scarpa, al piano terra, la mostra fotografica Permanent Error di Pieter Hugo, nato a Johannesburg nel 1976 e vincitore del World Press Photo 2006, formata da 27 scatti che raccontano attraverso ritratti inquietanti un’apocalittica, enorme, discarica tecnologica in Ghana.

Giuliana Ventura.

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