Che potesse essere un bel fine settimana lo si è potuto comprendere dal sole battente del mattino che scalda Catania. E se il buongiorno si vede dal mattino, il bello deve ancora venire. Dopo due sconfitte consecutive, rispettivamente con Milan e Chievo, il Catania espugna Lecce. Un campo da sempre ostico per la compagine etnea che ottiene tre punti pesantissimi in chiave salvezza e la prima vittoria in terra salentina in serie A. Una vittoria importante, all’apparenza scontata, contro l’ultima della classe; ma dati alla mano il colletivo rossazzurro ha faticato e non poco contro i ragazzi di Di Francesco. Squadra molto giovane e volenterosa, quella Salentina, a tratti pericolosa con assalti a dir poco disordinati, difesa da uno strepitoso Benassi migliore in campo per i giallorossi, più volte protagonista con importanti e spettacolari parate ( Del Vecchio e Gomez ne sanno qualcosa). Montella mostra subito di avere polso con la massima serie cacciando in campo Maxi Lopez, al posto di uno spento Bergessio; e come il più bel coniglio, scusate puffo, uscito dal cilindro: dentro Barrientos 0-1 e la cena è servita.
El Pitu rianima un reparto (quello offensivo) ormai scarico, pronto ad entrare in stand by. Salta con grande facilità e destrezza i poveri sventurati Brivio, Esposito e Piatti, con serpentine dribbling secchi, svariando da destra a sinistra e da sinistra a destra come un forsennato. Segna da una distanza di quasi 25 metri con un gran tiro di esterno a giro, lasciando di sasso e spiazzando il portiere avversario come se stesse calciando un rigore. Scusate se è poco! Mister “Comu finiu” finalmente si rivela al popolo catanese, con un gol strepitoso, regalando una vittoria che affonda il Lecce e fa volare gli Etnei a quota 17 punti (sesto posto in classifica in condominio con Napoli e Roma) .
Annunciato il 30 maggio del 2009, Pablo Cèsar Barrientos è il giocatore più costoso della storia catanese pagato intorno i 3,5 – 4 milioni di euro con contratto quadriennale. El Pitu (il puffo, nomignolo dovuto alla sua bassa statura, 1,66 cm) prima di vestire la casacca rossazzurra milita nel campionato Argentino tra San Lorenzo ed Estudiantes, fino all’arrivo nella fredda Russia alla corte della F.C. Mosca. Tanta Argentina Under-20 dove gioca da protagonista segnando 6 reti in 15 partite, insieme a giocatori del calibro di Lavezzi, Messi e Gago. Nonostante la presenza di Messi, veste il glorioso numero 10. Viene convocato per la prima volta nell’ Albiceleste (Nazionale maggiore) in occasione dell’amichevole contro la Scozia del 19 novembre 2008, senza tuttavia scendere in campo. Da allora tanti infortuni, la rottura del legamento crociato su tutti, e due stagioni nella nostra massima serie di solo anonimato e sfiducia, tanto da meritare l’appellativo “Comu Finiu”, parole che si commentano da sole. Ad oggi poche presenze marca Liotro: solo sette, per la maggiore partendo dalla panchina (cinque nella corrente stagione).
Ma arriviamo al genio di sabato scorso, la prima marcatura in rossazzurro. Vi chiederete “Che cos’è il genio? E’ fantasia, intuizione, decisione e velocità d’esecuzione”. Parole che riassumono senza tralasciare nulla il capolavoro del Pitu che proprio al novantesimo minuto fa sobbalzare dalla poltrona il tifo catanese, già pronto con la cena in tavola. Ripaga la fiducia di Lo Monaco e Pulvirenti , la tanta pazienza,perdurata per tre anni, di una città che alla domanda “Comu Finiu?” risponde sorridendo: “Accuminciau Bonu”.
Questo è l’anno del Puffo rossazzurro.
Alessandro Blanco
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