La Tour Eiffel diventa verde. Non di bile certo. Il simbolo per eccellenza di Parigi si appresta a trasformarsi nell’emblema dell’impegno della Francia per l’ecologia.
Costruita nel1889 inoccasione dell’Esposizione Universale come icona della città stessa, la torre già in precedenza è stata protagonista di interventi da parte dell’amministrazione comunale per rinnovarla in chiave “verde e accessibile”: le vernici per la manutenzione sono infatti state sostituire da più ecologiche vernici ad acqua, mentre il sistema di illuminazione ad incandescenza è stato sostituito dai led.
L’idea per una drastica riconversione della torre arriva dal gruppo ingegneristico Ginger e Vinci, specializzato proprio in “architettura verde”, che vanta una conoscenza approfondita della costruzione, essendo una delle compagnie fornitrici della Sete, la società addetta alla manutenzione.
La riqualificazione, che dovrebbe avere luogo tra il 2012 e il 2013, riguarderà in primo luogo il primo piano della torre: saranno, infatti, inseriti pannelli solari e pale eoliche che consentiranno di soddisfare il 50% del fabbisogno energetico necessario per l’impianto di illuminazione; in questo modo saranno mantenuti i cinque minuti di scintillio che dal 2002, all’inizio di ogni ora dopo il tramonto, fanno parte del paesaggio cittadino. Il progetto ridisegna il piano più basso della costruzione tenendo conto non solo dell’ambiente, ma anche dell’accessibilità: i padiglioni saranno resi totalmente esplorabili dai disabili e si svilupperanno intorno ad una struttura trasparente calpestabile che permetterà ai turisti di provare l’incredibile sensazione di camminare nel vuoto a57 metridi altezza. Nei piani più alti verranno, inoltre, realizzate due sale per spettacoli e conferenze, negozi bar e un’area espositiva. Un innovativo sistema di recupero dell’acqua piovana contribuirà a soddisfare il fabbisogno idrico dei servizi igienici, mentre il riscaldamento dell’acqua sarà reso possibile dai 4 pannelli solari installati sul padiglione Ferrié, racchiuso in grandi superfici vetrate al fine di non interferire sulla vista della città.
I numeri in dettaglio del progetto prevedono l’impiego di 600mila piante che creeranno un mantello verde atto a ricoprire tutti i327 metridi altezza della costruzione, 600 alberi da piantare ai piedi della torre e 378 tonnellate di peso in più. Le piante saranno posizionate in sacche di terra sospese con funi di canapa fissate all’intelaiatura metallica della torre stessa. Per l’irrigazione sarà necessaria una rete di 12 tonnellate di tubi di gomma.
La “nuova” Eiffel emetterà 84,2 tonnellate di ossido di carbonio; l’ecosostenibilità del progetto è ovviamente garantita dalle piante, dal momento che sono in grado di riassorbirne fino a 87,8 tonnellate.
Se il Comune di Parigi, insieme alla società concessionaria e al ministero dell’Ecologia, si pronunceranno in favore del progetto, la Torre Eiffel svetterà sul panorama cittadino in versione maxi-albero per 4 anni, e l’investimento di 72 milioni di euro sarà fornito principalmente da un consorzio delle maggiori aziende quotate alla Borsa parigina.
Parigi compie, quindi, un altro passo verso l’ecosostenibilità, e non è poco considerando che in città si fatica ancora a far svolgere ai cittadini una regolare raccolta differenziata. Il progetto destinato a trasformare la torre dell’ingegnere Gustave Eiffel, ad oggi il monumento a pagamento più visitato al mondo con i suoi 7 milioni di ingressi l’anno, servirebbe proprio a sensibilizzare i cittadini in materia ambientalista, ricordando, nel loro interesse, l’impellente a necessità di abbassare il tasso di anidride carbonica nell’atmosfera.
Se ieri il mondo celebrava la Tour Eiffel per il suo ardire tecnologico, domani si spera di poterne ammirare e lodare il fascino di gioiello dell’ecologia.
Aurora Circià
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