Il decreto Salva Italia.


Nel pomeriggio Mario Monti  ha presentato alla Camera il “decreto Salva Italia”. 
Ha voluto ricordare, a “modo suo” per rasserenare, che “Al di fuori dell’Euro e della casa comune europea ci sono il baratro della povertà e della stagnazione”.

Ha poi precisato che “il futuro dell’euro dipende anche dalle scelte che l’Italia sta prendendo. Se l’Italia non fosse capace di invertire la spirale negativa si determinerebbero conseguenze drammatiche, compresa la sopravvivenza della moneta comune. Gli sguardi dell’Europa e del mondo sono concentrati su quest’aula”
Per Monti “Si tratta di forti sacrifici, temporanei, circoscritti, distribuiti in modo che riteniamo equo, che sono essenziali per passare, per doppiare questo capo molto difficile della nostra vita economica e sociale”. Ha anche annunciato che “Domani si terrà la riunione CIPE che sbloccherà 5,2 miliardi di euro di opere pubbliche”. 

Come già annunciato si tratta anzitutto di una manovra da 30 miliardi lordi: 20 serviranno per ridurre il decifit e 10 per favorire la crescita.

Ritorna l’ICI ma si chiamerà IMU (Imposta Municipale Unica)

Le imposte sulla casa – da sole – varranno quasi 8 miliardi. L’IMU in particolare colpirà anche le prime abitazioni, con un’aliquota dello 0,4% modificabile dai sindaci a seconda delle proprie esigenze di bilancio per un massimo di 0,2 punti percentuali. Per le seconde case l’IMU prevederà un’aliquota base dello 0,76% che i comuni, come per le prime case, potranno decidere di alzare o abbassare dello 0,3%. L’IMU verrà applicata sugli estimi catastali, per l’occasione rivalutati del 60%.

Se non si troveranno misure alternative alla copertura del buco derivante dalla riforma dell’assistenza e delle invalidità, si procederà anche ad un nuovo aumento dell’IVA per le aliquote al 10 e al 21%. Nello specifico verranno addizionati due punti da giugno 2012 e un ulteriore mezzo punto da giugno 2014. Ci sarà inoltre un rincaro delle accise sui carburanti per finanziare il trasporto pubblico locale, e il passaggio delle regionali Irpef dallo 0,9 al 1,23% per scongiurare il taglio del Fondo sanitario.

Non ci sarà nessun aumento sulle aliquote Irpef. In alternativa sono state presentate alcune nuovi tributi per i cittadini più abbienti. I fondi fatti rientrare un anno fa con lo scudo fiscale tremontiano pagheranno una tassa una tantum dell’1,5% (in aggiunta al 5% già pagato al rientro del capitale). Nuove tasse anche per lo stazionamento e il rimessaggio delle grandi imbarcazioni (di lunghezza superiore a 10 metri) e per elicotteri ed aerei privati. Superbollo sulle vetture con potenza superiore a 170 cavalli (20 € per ogni Kw in più).

Sulla previdenza a poco sono servite le pressioni dei sindacati, in particolare quelle di Susanna Camusso leader della CGIL. E’ stato infatti toccato il “numero magico” dei 40 anni. Da Gennaio 2012 stop alle pensioni d’anzianità e passaggio al sistema contributivo pro-rata per tutti (anticipando di fatto la riforma Dini del ’95). L’età minima per gli uomini si sposta a 66 anni, mentre per le donne a 62. Per accedere al pensionamento serviranno 42 anni e un mese di contributi per gli uomini, e 41 anni e un mese per le donne. Saltano le finestre mobili introdotte nell’estate 2010. Sarà possibile chiedere la pensione d’anzianità prima dell’età prevista per la vecchiaia, rinunciando però al 2% della quota retributiva per ogni anno di anticipo. Previsti incentivi per chi prosegue nell’attività lavorativa. Stoccata finale riservata alle perequazioni (e qui scattano le lacrime della Fornero ndr), le quali non saranno adeguate all’inflazione per gli assegni superiori a 936 euro.

Si parte poi con la lotta all’evasione: nuovo limite di 1.000 euro per i pagamenti in contanti (il 13 Agosto 2011 era già stato abbassato a 2500 euro ndr); agevolazioni e una serie di incentivi per professionisti e piccole imprese che accetteranno la piena tracciabilità dei propri ricavi; esclusione perentoria di qualsiasi condono fiscale. Sul fronte aiuti alle imprese è stata introdotta la deducibilità dell’Irap sul costo del lavoro ed è stato rafforzato il fondo garanzia sui prestiti alle PMI. Inserite infine norme per accelerare la realizzazione delle infrastrutture e le liberalizzazioni di attività commerciali e ordini professionali. Nessun taglio ai fondi per le energie rinnovabili.

Interessanti le repliche all’intervento di Mario Monti. 

Fabrizio Cicchitto (PdL), si è opposto al ritorno dell’Ici, con un nuovo nome, Imu.  Dario Franceschini (PD), ha spiegato che avrebbe voluto una manovra meno dura sui lavoratori, presagendo l’emorragia di consenso che il sostegno al governo tecnico costerà al Partito Democratico. 

Durissima la risposta della Lega Nord, con l’intervento di Marco Reguzzoni, che ha affermato, con parole “apocalittiche” che: “La verità colleghi, è che anche voi sapete che questa manovra non creerà un posto di lavoro. Lei non sa che parte girarsi Presidente per creare posti di lavoro, getti la spugna”. 

Massimo Donadi, piuttosto critico, ha affermando che: “Qui l’equità non c’è: la vostra è una manovra di stampo ragionieristico”, con un’allusione non troppo velata al fatto che il Governo non è composto da veri politici.

Il mio dubbio è però questo: esistono ancora veri politici?

Angela Scalisi

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