Notizia forse sottovalutata, ma che merita attenzione particolare, dato anche il periodo poco”felice” che sta attraversando l’Unione Europea: venerdì, 17 novembre, Russia, Bielorussia e Kazakhstan: hanno firmato il primo accordo di integrazione economica.
Dmitrij Medvedev, Aljaksandar Lukashenka, e Nursultan Nazarbaev, presidenti dei tre Stati, hanno siglato il protocollo per la creazione di una Comunità Economica Eurasiatica, a cui spetterà il compito di redigere la Dichiarazione per l’Integrazione Euroasiatica, su cui fondare la vera e propria Unione entro il 2015.
Un piano che ricorda, per non dire “copia”, quello dell’Unione Europea, a cui il progetto di integrazione vuole assomigliare non solo nella sigla – UE, Jevrazijskij Sojuz in russo, ma anche nelle istituzioni.
Dal gennaio 2012, una Commissione Eurasiatica, composta dai Vicepremier dei Paesi membri, si occuperà della messa a punto delle competenze che gli Stati dovranno cedere all’Unione, e sarà affiancata dal Collegio Eurasiatico: organo esecutivo, competente in materia di bilancio e sussidi ad agricoltura ed industria.
Secondo il Protocollo, scopo della Comunità è quello di abbattere tariffe e barriere doganali tra Russia, Bielorussia, e Kazakhstan in vista dell’integrazione politica a cui hanno diritto d’accesso tutti i Paesi appartenuti all’Unione Sovietica.
“Abbiamo appena firmato un accordo per la creazione di una Commissione euro-asiatica, una dichiarazione per l’integrazione e la regolamentazione economica euro-asiatica, un passo importante per la creazione di un’unione economica euro-asiatica, capace senza dubbio di determinare il futuro dei nostri Paesi. Creando questa organizzazione vogliamo che sia un’unione vera, integrata, la più vasta nel mondo post-sovietico, la più attrattiva per i popoli vicini” , hanno dichiarato i tre Presidenti.
«Siamo molto meglio dell’Unione Europea, in quanto russi, bielorussi e kazaki si conoscono già – ha dichiarato Medvedev – hanno simili economie, e comune appartenenza all’Unione Sovietica. L’Europa, al contrario, ha integrato economie diverse tra loro, facendo ricadere il prezzo dei nuovi ingressi su una moneta unica oggi in forte crisi – ha continuato – noi, invece, non compreremo a scatola chiusa – ha continuato – ed il nostro progetto sarà migliore di quello del Vecchio Continente, a cui però non nascondiamo di esserci ispirati».
Ma come non vedere in tale progetto, un tentativo di ripristinare un passato nefasto per l’Europa, con il non troppo velato scopo di eliminare dalla scena internazionale proprio l’Unione Europea, giudicata il primo concorrente da abbattere per riottenere lo status di superpotenza mondiale.
Appena eletto, il Presidente della Commissione Economica Eurasiatica, il russo Viktor Khristenko, ha dichiarato che il primo obiettivo del suo mandato è l’allargamento a Kyrgyzstan e Tadzikistan, e anche all’Ucraina e Moldova, approfittando delle difficoltà incontrate proprio dall’Unione Europea per la concessione a quest’ultime dello status di partner privilegiato oggi goduto da Islanda, Svizzera e Norvegia.
Gli accordi firmati dai tre leader scandiscono le tappe previste da oggi al 2015: dal gennaio prossimo, l’attuale unione doganale tra i tre paesi dovrebbe trasformarsi in uno spazio economico comune aperto ad altri Paesi, primo fra tutti, forse, il Kirghizistan.
C’è da chiedersi, quindi, se il tramonto della nostra cara Unione non possa essere causato proprio dai nostri più “cari” vicini, tralasciando la circostanza che, data la situazione attuale, potrebbero essere comunque battuti sul tempo dai nostri cari “governanti”.
Angela Scalisi
Acicastelloonline _ ReteRadioNetwork , la radio della riviera dei Ciclopi : http://www.acicastelloonline.it/ – tel . 345 1584744
Facebook official page http://www.facebook.com/pages/Acicastello-Informa/185988224818890







Lascia un commento