Brutta batosta per il Catania contro un coriaceo Cagliari che riporta l’Aeroplanino & co in pista d’atterraggio. I sardi giocano una bella prova di pazienza, contenimento e tante ripartenze. Bravo Ballardini a mettere in ballo,nella ripresa, un acciaccato ma sempre verde Biondini e a sfruttare la forza fisica e la velocità di Ibarbo: davvero impressionante lo sprint su Legrottaglie e i successivi dribbling a danno di Spolli e Andujar finalizzati con la segnatura personale. Male il Catania che gioca sì, facendo tanto girare la palla e rinchiudendo l’avversario nella metà campo ospite, ma i tiri in porta dove sono? Senza tirare non si segna,semmai si pareggia ma non è giornata.
Montella prova a vincere la partita schierando l’ormai classico 3-5-2 con Andujar fuori condizione, Spolli, Legrottaglie, Bellusci a vigilare un semaforo che lampeggia sempre giallo; Marchese e Alvarez a fare da ali prive di reattori; Lodi, Almiron e Biagianti a infittire un centrocampo molto macchinoso; Gomez e Bergessio compongono un attacco anonimo e privo di idee. I Sardi rispondono con un più cauto (3-4-1-2) con Agazzi audace e coraggioso nei suoi interventi tra i pali; Pisano, Canini e Ariaudo pilastri di difesa; Perico, Conti, Ekdal, Agostini e Cossu infoltiscono un centrocampo compatto e ordinato; Larrivey ,Ibarbo i soli finalizzatori.
La segnatura che decide la battaglia del Massimino la realizza, dopo un’ora di gioco, l’attaccante colombiano Ibarbo classe 90, già da tempo accostato alla figura dell’intramontabile Faustino Asprilla. In realtà le sue falcate ricordano più quelle di Suazo, tanto caro alla tifoseria sarda, adesso cliente abituale dell’infermeria di Torre del Grifo.
Per gli Etnei è la terza sconfitta stagionale interna dopo quella rimediata contro Chievo e Novara ( quest’ultima in coppa) vanificando almeno in parte il successo di Lecce. Lo Monaco nelle dichiarazioni post-partita non crea allarmismi, giustifica gli insuccessi interni con l’elevato tasso tecnico del nostro campionato, dove il fattore campo non è più una variabile determinante. Non da meno Montella nel dichiarare di aver visto una squadra che ha provato a giocare e a vincere la partita ma sfortunata a non trovare la segnatura, neanche dopo l’ingresso di Maxi.
A fare da paracadute per la compagine rossazzurra ci sono quei 17 punti in campionato, che potevano essere 20 ma va bene così o almeno dovrebbe. Perché grazie alle sconfitte rimediate da Novara Lecce e Cesena, il Catania mantiene una buona distanza dalla zona retrocessione, appendendosi a quella finestra di classifica sulla sinistra che mantiene i ragazzi del Liotro tra le dieci più forti compagini della serie A.
Nei prossimi turni i ragazzi saranno messi alla prova da due match delicati. Il primo, domani, contro la sorprendente Atalanta dei tanti ex (Schelotto, Caserta, Manfredini, Polito e il tecnico Colantuono), del rinato Denis e del sorprendente Moralez. Preludio dell’ultima sfida prima della sosta Natalizia: il sempre tanto atteso derby contro i rosanero di giorno 18. Al Massimino si farà sul serio perché il tifo Marca Liotro non accetterà un passo falso contro i cugini.
Catania rivuole ciò che merita:il suo Massimino come fortino inespugnabile e non più biglietti a prezzi popolari. FORA I CUCCHI.
Alessandro Blanco
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