Mostra “Van Gogh e il viaggio di Gauguin”: Palazzo Ducale, Genova.


Dal 12 novembre fino al 15 aprile 2012 Genova ospita la mostra “Van Gogh e il viaggio di Gauguin” a Palazzo Ducale. Evento imperdibile per gli appassionati d’arte, che ha già segnato a dieci giorni dall’apertura – il 22 novembre – una notevole affluenza: 16.170 persone tra visitatori Francesi e provenienti da tutte le province italiane. Ma non è finita qui, perché allo stato attuale 75 mila sono invece le prenotazioni al call centre. E il presidente della Fondazione per la Cultura di Palazzo Ducale, Luca Borzani, spiega: <<La mostra è stata inaugurata in un momento difficile per la città, l’esposizione è uno dei tanti strumenti per invitare italiani e stranieri a venire a Genova>>.

L’eccezionalità dell’evento sta nella momentanea esposizione che vanta pezzi epocali , a cura di Marco Golding del quale lavoro è il risultato di 15 anni di rapporti diplomatici con i musei di tutto il mondo e che possiede l’aspetto di una fortissima ricerca personale , motivo per cui al posto del solito catalogo ha deciso di sostituirlo con un apposito libro.

“Van Gogh e il viaggio di Gauguin”: si comprende subito che il tema dell’allestimento è quindi il viaggio. Un viaggio attraverso l’arte che si snoda in un percorso composto da ottanta capolavori della pittura europea e americana del XIX e del XX secolo, provenienti dai musei di tutto il mondo. Tutta la mostra , quindi, è stata strutturata come un vero e proprio viaggio , un viaggio che può essere inteso non solo come esplorazione geografica o spostamento fisico ma anche e soprattutto come viaggio interiore ed esplorazione dell’anima.

Il percorso itinerante, che ha come veicolo pezzi di storia dell’arte mai visti in Italia , parte dalla ricostruzione della stanza più famosa di tutta la storia della pittura , la stanza di Van Gogh ad Arles con comprese le famose Scarpe appese alla parete , per giungere al cuore della mostra. Cuore e simbolo dell’evento e del tema del viaggio: “Da dove veniamo? Chi siamo? Dove andiamo?” opera-testamento di Gauguin. Il capolavoro monumentale dell’artista (quattro metri di lunghezza per uno e mezzo di altezza), prestito dal Museum of Fine Arts di Boston, considerato quintessenza di una meditazione sul senso della vita risale al 1897 quando scelse l’estrema soluzione del suicidio alla notizia sconvolgente della morte della figlia. E’ il dipinto che da il senso alla mostra e che apre al viaggio nel colore di Van Gogh, per poi proseguire con i giochi luminosi di aria e acqua delle marine di Turner , con i viaggi monocromi nell’interiorità  Rothko, un realismo magico  Hopper, dalle fioriture delle ninfee di Monet ai colori musicali di Kandisky.

Eleonora Mirabile

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