Al “colto e raffinatissimo” Franco Zeffirelli , di cui ricordiamo muovere i primi passi come aiuto regia con Luchino Visconti nella realizzazione del film “La Terra Trema”, la XVI^ edizione del Roma Film Festival dedica quest’anno un omaggio al regista con la serata di apertura del 16 Dicembre alla Casa del Cinema che ha visto ‘finalmente’ la consegna del premio alla Carriera 2011.
La serata non è stata altro che un preludio per la lunga “festa” dedicata a Zeffirelli, che prevede una retrospettiva completa (ad ingresso gratuito e sempre alla Casa del Cinema di Roma) di tutta la sua filmografia (che prevede 22 titoli) a partire dal 19 Dicembre per concludersi giorno 29.
Se volessimo etichettarlo potremmo dire che quello di Zeffirelli è essenzialmente un cinema teatrale e letterario, difatti il nucleo della sua creazione cinematografica costituisce una sintesi molto personale di ispirazione appunto teatrale e letteraria. A partire dall’esordio con “Camping” al più recente “Omaggio a Roma”, tra i titoli in programmazione si avranno “Per Firenze” documentario girato nel 1966 , il quale racconta la tragica alluvione vissuta dalla città attraverso la voce di Richard Burton e le musiche di Ennio Morricone ; “La Bisbetica Domata” eccellente trasposizione cinematografica della commedia shakespeariana abilmente interpretata da Elisabeth Taylor e Richard Burton ; “Romeo e Giulietta” la più grande e famosa tragedia di William Shakespeare sapientemente trasposta in scene dal maestro fiorentino, capace di trasportare lo spettatore nel vortice delle emozioni dei due sfortunati amanti veronesi. Seguono “Amleto” , “Gesù di Nazareth” , “La Traviata”, “Fratello sole, Sorella luna” , “Jane Eyre” , “Otello” , “Il giovane Toscanini” , “Callas Forever” a cui si aggiunge il film della tipica espressione dell’opera di Zeffirelli caratterizzato da indubbia finezza espositiva e pieno splendore rappresentativo: “Storia di una Capinera”. Di matrice letteraria verghiana la storia si snoda in una Catania datata 1854 nel suo centro storico, sfondo per un amore struggente , negato e contrastato, con un finale tuttavia meno tragico rispetto all’originale.
Quello di Zeffirelli è il nitido linguaggio di un regista raffinato che utilizza la macchina da presa per arrivare , con accuratezza descrittiva, all’essenza delle cose e anche all’umanità degli eventi , come ad esempio in “Omaggio a Roma” -girato due anni fa- (pellicola di chiusura il 29) che racconta il rapporto tra il regista e la “città del cinema” <<un documentario che è stato visto da pochissime persone: un vero peccato!>> come afferma lui stesso. Ma ci penserà la retrospettiva completa a rendergli giustizia.
Eleonora Mirabile







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