Colosseo monitorato. Rischio crolli?


E dopo gli ultimi crolli avvenuti ancora nella città di Pompei, il nuovo protagonista al centro delle polemiche è adesso l’ anfiteatro Flavio.

Il Colosseo, eretto nel 72 d.C. ad opera di Vespasiano, ed inaugurato otto anni dopo dall’ imperatore Tito, è il più famoso anfiteatro romano pervenuto in buone condizioni  ai giorni nostri e rientra nelle sette meraviglie del mondo moderno.

Oggi, è visitabile da migliaia di turisti che vengono da tutte le parti del mondo per ammirare la sua bellezza e l’ inestimabile valore sia a livello stilistico che culturale.

Ha lasciato tutti un po’ attoniti la notizia di un piccolo distacco di tufo, durante il giorno di Natale, e il ritrovamento di una transenna allentata nella terrazza del terzo livello. «Un puro atto vandalico, come ho sospettato fin dal primo momento. Le transenne, infatti, erano state controllate due giorni prima dell’apertura al pubblico» ha spiegato la direttrice del monumento Rossella Rea.

La direttrice sottolinea che questo cedimento dimostra l’urgenza dei lavori di restauro dei prospetti che dovrebbero iniziare a marzo puntualizzando  che prima di tutto bisogna capire la dinamica della caduta di questo pezzetto di tufo. << Questi sono fatti che accadono in un monumento antico. Che non si parli – evidenzia Rea – di crollo, ma caso mai di distacchi dovuti alla presenza degli uccelli. Basti pensare al danno che produce il guano sulle superfici di travertino, che costringono ad una pulitura continua>>.

I due eventi non hanno in alcun modo disturbato la visita nella giornata di ingresso gratuito del 25 dicembre. Secondo quanto si legge nella nota della soprintendenza speciale archeologica, sono stati circa 7.467 i visitatori che hanno potuto usufruire del ricco pacchetto di eventi organizzati dalla Soprintendenza di Stato. La terrazza del III ordine sarà riaperta, come programmato, il 1° gennaio, in occasione dell’apertura straordinaria e gratuita.

Intanto sulla vicenda interviene anche Giovanni Puglisi, presidente della Commissione Nazionale Italiana per l’Unesco: «Sono abbastanza preoccupato è indispensabile e urgente intervenire per impedire che il Colosseo diventi come una grande groviera italiana, ricca di buchi, ma sempre in piedi e speriamo che resti sempre in piedi. L’Unesco alla infine tira la riga in basso alla pagina e quello che può fare, ma spero che non lo faccia mai, è di mettere il sito nella lista dei siti in pericolo, ripeto non è mai capitato in Italia e spero non capiterà mai. Mi auguro – conclude il presidente – che Diego della Valle sia messo in condizione di intervenire subito. Avviamo i lavori, quanto mai necessari. Sarebbe un peccato non valorizzare la disponibilità di un privato».

Giuliana Ventura.

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