Fino al 9 aprile 2012 il Comune di Verona, con l’Assessorato alla Cultura e il Museo di Castelvecchio, in collaborazione con la Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici per le province di Verona, Rovigo e Vicenza, presenta la mostra :“Il settecento a Verona.Tiepolo, Cignaroli, Rotari. La nobiltà della pittura”.
Per presentare al pubblico il panorama della pittura veronese nel pieno del 700, giungeranno opere dai più importanti musei d’Italia e del mondo come l’Hermitage di San Pietroburgo e il Kunsthistorisches Museum di Vienna. Nella prestigiosa e centralissima sede espositiva del palazzo della Gran Guardia potranno essere ammirate opere di grandi maestri quali Tiepolo, Cignaroli, Rotari.
La mostra, incentrata sul tema della «ricchezza e la varietà dei risultati conseguiti a Verona nell’età dei Lumi» sarà costituita da circa 150 opere pittoriche, stampe, disegni, libri antichi, provenienti da musei francesi, inglesi, russi, ma anche statunitensi, tedeschi e polacchi, nonché da alcune importanti collezioni private.
Il Settecento fu un secolo importantissimo per l’arte, un periodo in cui si vennero delineando quelle riflessioni teoriche che portarono poi alla modernità nel secolo successivo, come già la mostra su Corot aveva per altri versi messo in luce. La mostra si concentrerà quindi sulle peculiarità che la cultura e tradizione pittorica assunsero a Verona, città che riuscì sempre a mantenere una certa autonomia e originalità rispetto alle correnti dominanti a Venezia.
Molto spazio sarà dedicato a due importanti personalità artistiche veronesi: Pietro Antonio Rotari (1707-1762), pittore che alla corte russa degli zar e dell’imperatrice Caterina II trovò grande riconoscimento, e Giambettino Cignaroli, promotore dell’Accademia d’Arte di Verona che oggi porta il suo nome. I due furono campioni di un classicismo con note di grande innovazione e modernità che, grazie alla “protezione” culturale di un altro grande veronese, Scipione Maffei, ha dominato la pittura dell’intero secolo. Un’ulteriore centrale ruolo nell’esposizione lo avranno Giambattista e Giandomenico Tiepolo. La mostra verrà infatti a coincidere con il restauro dell’affresco del soffitto da Giambattista Tiepolo per Palazzo Canossa a Verona. Lo spettacolare soffitto era stato pesantemente danneggiato nel corso della seconda guerra mondiale. Verrà quindi realizzato un modello di grande formato che diventerà un importante documento per la valutazione dell’originale e andrà quindi a impreziosire il nuovo allestimento permanente del Museo degli affreschi Cavalcaselle presso la Tomba di Giulietta.
Giuliana Ventura.







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