LE SORTI DELL’EUROPA: UN GIOCO DI STRATEGIE?


Eravamo ancora nel 2011 quando giunse la notizia, dal Wall Street Journal,  che era stata la Merkel, a spingere il nostro Presidente della Repubblica, a chiedere la sostituzione di Silvio Berlusconi. Il cancelliere tedesco avrebbe fatto questa telefonata il 22 ottobre chiedendo la sostituzione del Premier italiano per evitare che la crisi potesse coinvolgere in modo catastrofico l’intera Europa e quindi la Germania. 

I colpi di scena, o per meglio dire, gli attentati alla solidità dell’U.E., però, non sono mancati neanche nei primi giorni di questo nuovo anno. La Grecia, infatti, secondo le dichiarazioni rilasciate alla televisione privata Skai Tv, da Pantelis Kapsis, portavoce del governo di Atene, potrebbe uscire dall’euro. I prossimi tre mesi saranno decisivi per conoscere il destino della Grecia, perche’ il prossimo 20 Marzo, Atene dovra’ ripagare titoli per 14,5 miliardi di euro e senza nuovi aiuti non riuscira’ ad onorare il prestito. Non a caso il 16 gennaio torneranno ad Atene i rappresentanti della Troika, composta da Commissione Ue, Bce e Fmi, per negoziare il nuovo piano di salvataggio da 130 miliardi di euro già concordato lo scorso ottobre. Kapsis ha chiaramente ribadito che “il secondo piano di aiuti deve essere firmato, altrimenti la Grecia sara’ fuori dai mercati, fuori dall’euro”. Dalla Commissione Ue si sono affrettati a dire che “non esistono piani che considerano l’uscita di uno Stato membro dalla zona dell’euro”.

Intanto il nostro caro premier continua a sottolineare gli sforzi incredibili che l’Italia sta sopportando per uscire dalla crisi. Mario Monti, ieri a Parigi, è stato  per l’appunto impegnato in un faccia a faccia con Nicolas Sarkozy, alla ricerca di un consenso forte da parte dei nostri “vicini” francesi per temperare la rigidità mostrata dalla Merkel. Un incontro strategico, con cui si è ribadita la necessità che l’Ue vada oltre la rigidità delle politiche di bilancio, pensando anche alla crescita.

E alla fine, il risultato sperato arriva: Sarkozy e Monti sottolineano la fiducia e la “l’identità di vedute” sulle misure per superare la crisi, dichiarando di credere nell’euro e di essere d’accordo sul fatto che in una fase così delicata per l’Unione europea e l’eurozona sia essenziale che ogni stato membro faccia fino in fondo ciò che deve fare per consolidare i bilanci e le riforme.

Lo stesso Sarkozy, non dimentica di sottolineare, il fatto che “Monti ispira fiducia ai leader europei”.

 Altri incontri sono già stati programmi con l’intento, ormai non velato, di rientrare attivamente nel gioco politico europeo: il 20 gennaio Monti ospiterà a Roma proprio il numero uno dell’Eliseo e la Cancelliera tedesca, mentre la settimana prossima lo stesso Monti si recherà a Berlino mentre il 18 sarà a Londra da David Cameron.

Incontri che decideranno le sorti dell’Europa per i prossimi anni, o forse per sempre. Data la posta in gioco, dati i sacrifici già sopportati, non è ammesso nessun errore strategico.

Angela Scalisi

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