Eric Cantona: prima il calcio, poi il cinema… e adesso l’Eliseo?


Quando un calciatore appende le scarpette al chiodo, reinventarsi dopo anni passati sui campi di gioco e scanditi dalla routine degli allenamenti appare ai più come un’impresa ardua. I più fortunati non si allontanano dal mondo calcistico e si cimentano nelle vesti di allenatore o più semplicemente di commentatore sportivo. Ma c’è anche chi, volontariamente, sceglie di prendere definitivamente le distanze dal proprio ambito “naturale” e decide di percorrere strade totalmente nuove. È il caso dell’ex stella del calcio francese Eric Cantona.

Il marsigliese classe 1966, celebre fuoriclasse del Manchester United del quale ha vestito la maglia dal 1992 al 1997, anno in cui ha deciso di smettere di giocare, si è totalmente reinventato dando libero sfogo alla sua passione per il cinema e per il teatro. Da quando si è ritirato, infatti,Cantona ha scelto di intraprendere la carriera di attore, con risultati di notevole importanza. Basti ricordare che nel2009 hainterpretato e co-prodotto il film del noto cineasta Ken Loach “Il mio amico Eric”, pellicola che è arrivata a conquistare la Palma d’Oro a Cannes. 

Nonostante il netto cambio di rotta compiuto però, Cantona può ancora giustificare, anche se per altri motivi, l’appellativo di “bad boy” che gli era stato affibbiato quando militava nelle file del Man UTD. Il calciatore, infatti, ha saputo in un certo senso prendersi gioco dei media francesi e di mezzo mondo, lasciando intendere, per mezzo di una lettera dai toni alquanto ambigui pubblicata sul sito del giornale transalpino Liberation, di volersi candidare a presidente della repubblica francese. Oltre a chiedere le canoniche 500 firme ai sindaci di Francia, necessarie alla candidatura presidenziale, Cantona scrive: “Come sapete, al di là delle attività professionali che mi hanno condotto da una carriera sportiva di alto livello ad attività artistiche, sono un cittadino attento alla nostra epoca, alle chance che offre ai più giovani: troppo limitate. Alle ingiustizie che genera: troppo numerose, troppo violente, troppo sistematiche”.La lettera sottolinea anche la volontà dell’ex fuoriclasse di portare un “messaggio semplice ma chiaro, un messaggio di verità, ma di rispetto, un messaggio solidale e potente”. L’interesse per l’impegno politico del francese era noto già dalla fine del 2010 quando, destando non poco clamore, lanciò un appello ai cittadini affinché ritirassero tutti i propri soldi dalle banche, accusate, non propriamente a torto si potrebbe dire, di essere la causa della crisi economica.

Quel che però è certo, è che “King” Eric non ha alcuna intenzione di varcare le soglie dell’Eliseo. La sua è stata soltanto una provocazione, un’operazione mediatica compiuta allo scopo di sostenere l’associazione Abbè Pierre, impegnata da 20 anni nella lotta ai problemi legati ai senzatetto e al caro-alloggi. Sfruttando la sua fama per una giusta causa, Cantona con questo espediente ha voluto sensibilizzare il mondo della politica transalpina riguardo al problema degli alloggi che ad oggi in Francia colpisce 10 milioni di persone. Grazie alla finta candidatura si è già registrato il conseguimento di un primo obiettivo: molti dei partiti che parteciperanno alla sfida presidenziale della prossima primavera hanno deciso di voler mettere al centro della campagna il tema della casa. Attraverso una petizione lanciata sul sito della Fondazione Abbè Pierre, che Cantona già da parecchio tempo sostiene, l’associazione chiede la costruzione di 500.000 alloggi, di cui 150.000 popolari, ma intende anche regolare gli affitti e i prezzi dell’immobiliare che in Francia hanno subito una crescita vertiginosa in seguito alla crisi del 2007-2008.

Sembra proprio, è il caso di dirlo, che Eric Cantona abbia trovato nuove e stimolanti motivazioni per scendere nuovamente in campo. E che stavolta il terreno non sia quello di gioco poco importa.

Aurora Circià

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