Non si può datare con certezza il primo impiego di essenze profumate da parte dell’uomo. Quel che è certo è che oli e aromi essenziali hanno sempre giocato un ruolo di primo piano tanto nelle pratiche religiose quanto nell’arte più profana della seduzione. Nel corso dei secoli mercanti e regine si sono contesi i segreti custoditi da maestri profumieri italiani e francesi. Soprattutto questi ultimi hanno avuto il merito di portare la vera essenza del profumo nel commercio europeo e ancora oggi ne tengono il primato.
Di recente, uno studio condotto dagli scienziati della Charles University di Praga, guidati da Jan Havlicek, esperto nel campo, ha dimostrato che la scelta di un profumo che una persona decide di indossare dipende dal suo odore naturale. Ciò non influenza solo l’ odore personale ma anche quello portato da un’ altro individuo; ragion per cui è più semplice scegliere una fragranza per se stessi piuttosto che per gli altri.
Nel quotidiano britannico Daily Mail, lo studioso afferma che quando le persone scelgono un profumo che si mescola con quello del proprio corpo, l’odore risultante è valutato come più piacevole e attraente rispetto a quando lo stesso profumo è indossato sul corpo di altri.
Quello che non deve sembrare per niente cosa nuova è l’ esistenza di un legame tra l’ olfatto e il cervello; l’ aromacologia, disciplina che studia questo rapporto, già all’inizio degli anni 80 aveva cominciato a valutare gli effetti delle fragranze sull’organismo, delle risposte del corpo e della mente alle stimolazioni olfattive, sia per quanto riguarda le variazioni ormonali, sia la frequenza cardiaca. A questo proposito Carlo Introini, biologo specialista in cosmetologia, afferma che ognuno impiega circa il tre per cento del proprio Dna per decifrare i segnali olfattivi. Un dato considerevole: il cervello è capace di decodificare circa dieci mila sostanze diverse. Sono tante, come se fossero le parole di una lingua, alcune sono inodori, ma ciò nonostante, raggiungono il sistema limbico, la zona del cervello che insieme all’ipotalamo regola la sfera emotiva e agiscono sul sistema nervoso in modo subliminale.
Yehuda Shoenfeld, medico specializzato nello studio delle malattie autoimmuni allo Sheba Medical Center di Tel Aviv, ha scoperto che le donne depresse perdono parzialmente il senso dell’olfatto e questo le porta a esagerare nella quantità quando si profumano. E sempre in campo medico, il professor Tim Jacob, esperto di odore della Cardiff University (Regno Unito), ha presentato una prova che suggerisce che la scelta di fragranze è anche influenzata dal nostro sistema immunitario. Egli ha affermato: <<L’ odore personale del proprio corpo è determinato dal nostro sistema immunitario infatti tendiamo ad essere attratti dal profumo di persone che hanno un diverso tipo di sistema immunitario e non ci piace l’odore di coloro che lo hanno simile al nostro. Questo ha senso da un punto di vista biologico in quanto ha evidenti vantaggi per i nostri figli che avrebbero ereditato i geni che danno una combinazione di entrambi i sistemi immunitari>>.
Giuliana Ventura








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