Master Plan alternativo per i laureati in Italia .


Ad ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria . Il 31 % dei giovani, fra i 18 e i 35 anni, dopo aver conseguito il diploma di laurea in Italia, si ritrovano accomunati da un “truce” destino casalingo.  La drammaticità dei numeri , la consapevolezza che il titolo di studio conseguito abbia perso con il tempo il suo valore, le non assunzioni delle varie aziende ed un sistema, assai radicato, legato al clientelismo che subalterna il sistema meritocratico, porta numerosi giovani  alla reazione contraria : “la fuga dei cervelli” . Il cuore in Italia e il cervello altrove.  I connazionali all’estero solitamente sono riunisci a migliorare la propria condizione: hanno un lavoro soddisfacente, la casa di proprietà e non pochi ce l’hanno anche in Italia; trascorrono gran parte delle vacanze nel nostro Paese, e sono, probabilmente, felici e appagati .

E a noi che rimaniamo nell’amata Madre Patria cosa ci aspetta? Tanto sconforto e nient’altro, con buona percentuale. Bisognerebbe stravolgere il sistema di valutazione dando il giusto peso anche alla ricerca e le sue ramificazioni. Dopo la parabola discendente italiana dell’ultimo oscuro ventennio, caratterizzato dalla non crescita in tutti gli ambiti, si dovrebbe cercare la soluzione immediata a questa reazione uguale e contraria tipicamente italiana, che sarebbe bene interrompere, nei più brevi tempi possibili. Calcolatrice ad una mano e nell’altra un taccuino per prendere nota di dati più che rilevanti: sono 20 mila gli italiani che ogni anno nelle università e nei centri di ricerca all’estero producono studi per 3 miliardi di euro. Evidente quindi il mancato guadagno per la nostra nazione, infatti un ricercatore produce indicativamente 21 brevetti che equivalgono a 63 milioni di euro , che proiettati in un ventennio diventano 150  milioni . Nell’ultimo anno i migliori venti ricercatori italiani hanno depositato fuori dal suolo nazionale otto scoperte come autori principali. Si tratta, in termini di ricavo, signori e signore, udite, udite di ben 49 milioni di euro che tra venti anni diventeranno 115 milioni. Se si considera, invece, la totalità dei brevetti a cui i nostri venti “top cervelli fuggiti” hanno contribuito come membri del team di lavoro, il numero sale a 66. Si tratta di 334 milioni di euro che in una previsione ventennale diventeranno 782 milioni. Nel nostro Paese di una cosa siamo certi siamo dei sadomasochisti : ci piace stare male! Ad una prima osservazione è subito percepibile che la mancanza di un organismo centrale in grado di controllare la destinazione dei finanziamenti è una grande e grave lacuna, perché il rischio che i fondi non seguano sempre l’iter dovuto e i criteri meritocratici è sempre dietro l’angolo.

Chi dopo la laurea vuole lavorare per ciò che ha studiato deve necessariamente avere un master plan alternativo?  Svegliamoci. Non possiamo continuare con questo torpore intellettuale di chi resta. Bisogna “spingere” per trovare e avere i fondi per premiare istituti ed enti che lavorano alla ricerca progettuale e non solo. In questo Paese impoverito di competenze, di risorse intellettuali , di dinamicità ormai giunto alla deriva dell’inedia lavorativa, dove a farla da padrone è la carenza di stimoli costruttivi, non si è forse stanchi di andare avanti per inerzia? L’economista americano Robert Reich scriveva che la competitività e la crescita di un paese nella società contemporanea non sarebbero più dipese  dall’esistenza di grosse industrie nazionali, bensì dalle competenze dei talenti di quel paese e da quanto queste erano valutate dal resto del mondo. In che modo l’Italia ha coltivato, aggiornato e qualificato le competenze e la qualità della formazione dei propri talenti? Sono tanti gli interrogativi in questo articolo, ma per lo più identificabili come spunti di riflessione. Il nostro sistema dell’offerta formativa ha moltiplicato corsi e sedi universitarie garantendo solo un cambiamento quantitativo, ma non qualitativo delle nostre università. E mentre, ancora oggi, si dibatte e ci si azzuffa il nostro sistema universitario e della ricerca langue e lascia ignorati e abbandonati migliaia di ricercatori e docenti che con fatica e professionalità cercano di svolgere quella che dovrebbe essere l’attività più nobile e importante di ogni sistema economico avanzato.

 To be or not to be : that is the question, sulle labbra di Amleto ; Andare o rimanere sulle labbra del giovane laureato.

Alessia Aleo.

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